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Sono pronti al contrattacco i vertici dell'AIA dopo le bordate di ieri sera che il Presidente della Lazio ha riservato al sistema arbitrale dopo la gara tra la Lazio ed il Milan. Nonostante la direzione di gara di Di Bello sia stata ritenuta disastrosa e che lo stesso verrà fermato per diverso tempo non sono passate inosservate le parole del numero uno biancoceleste. 

Nel momento in cui si verificano delle situazioni in cui non si riesce a garantire la terzietà e l’affidabilità del sistema vuol dire che c’è qualcosa che non funziona. Dovrebbe garantirla chi è preposto a farlo, sia durante la competizione e sia quando si verificano in modo reiterato alcuni episodi che colpiscono la Lazio e altre squadre. Un sistema è credibile quando viene garantita l’affidabilità e la terzietà dei comportamenti, ma anche in termini di risultato sul piano del merito sportivo.

Parole dure e circostanziate che si incastrano nella dura guerra che è in atto tra la FIGC di cui l'AIA è una delle componenti e la Lega Calcio. In quest'ottica il Presidente degli arbitri Pacifici ed il designatore Rocchi non hanno ben digerito le gravi accuse di Lotito e si prepara al contrattacco. Come accaduto in passato la classe arbitrale è pronta fare quadrato dietro i suoi dirigenti per difendere la loro posizione e rivendicare l'autonomia di gestione che vuol dire in questi casi anche autonomia finanziaria. Si preannunciano giorni di grande tensione in cui gli arbitri sono pronti a trincerarsi nuovamente dietro la richiesta di rispetto che però dovrebbe presupporre preliminarmente il concedere rispetto a coloro che sono stati “vittime", secondo Lotito consapevoli, del loro sistema. 

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