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EDITORIALE - Ho voluto attendere qualche ora in più per fare una disamina su quanto accaduto prima, durante e dopo la gara del Meazza. La delusione per la sconfitta e lo stupore per quello che ho sentito e letto hanno imposto più calma per non scrivere di getto le prime sensazioni che potevano essere condizionate dal risultato. La sconfitta col Milan ha messo a nudo di nuovo le contraddizioni di questa prima parte di stagione che vede la squadra di Sarri avere stranamente i maggiori problemi nella fase offensiva. 

Problemi mentali o strutturali che siano siamo di fronte ad una squadra involuta in cui il maggiore responsabile è l'allenatore, ma che al tempo stesso è l'unico che può cambiare l'inerzia di questa stagione come ha già fatto nella passata. Proprio lo scorso anno gli alti e bassi vissuti fino a febbraio sono scomparsi e negli occhi tutti hanno la Lazio del secondo posto che ha ottenuto la Champions League sul campo con diverse giornate d'anticipo. Se manca la pazienza e si ha la memoria corta non si ha la lucidità di analizzare le situazioni in maniera oggettiva. Ragionare di pancia facendosi prendere dalle ansie crea nell'ambiente una tossicità che speravamo aver allontanato. La divisione paventata tra società e tecnico deve essere chiarita e risolta al più presto ed in questo caso sarebbe auspicabile un intervento di Lotito che “da buon padre di famiglia” deve assumersi la responsabilità di mettere serenità nell'ambiente che sembra tornato una polveriera.  

La cosa che stupisce, inoltre, è la reazione che organi di stampa ed alcuni tifosi hanno avuto sulle dichiarazioni Sarri sul calciomercato. Quelli che ho indicato io non sono arrivati, quindi vado avanti con quelli a disposizione” ha dichiarato il “Comandante” in conferenza stampa. Dichiarazioni che però fanno il paio con quelle di Lotito del 15 luglio quando ad Auronzo di Cadore chiarì a quelli che gli chiedevano di Zielinski che "I giocatori li scelgo io. Quando vedrete i giocatori parlerete". 

Cos'è accaduto ieri sera di così tanto sconvolgente allora? Il tecnico non ha fatto altro che rispondere ad una domanda dando una risposta che avevamo già da più di 2 mesi. Un polverone mediatico che ha dato adito affinché alcuni operatori della comunicazione seguiti da alcuni tifosi con poca pazienza e poca memoria si scatenassero contro Sarri. 

Aveva ragione Schopenhauer quando scrisse “Siamo un paese volubile, dalla memoria corta. E viviamo di innamoramenti, come di facili giravolte”. 

 

 

 

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