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In una lunga intervista rilasciata al Corriere dello Sport il Ministro Andrea Abodi ha toccato diversi temi tra cui quello relativo al decreto crescita che è stato molto usato dalle squadre di Serie A. "Abbiamo fatto una norma per fare rientrare i “cervelli” italiani e la usiamo per fare entrare i giocatori stranieri. E’ arrivato il momento di analizzare i numeri, di confrontarci con la Federazione e, principalmente, con la Lega Serie A per trarre le opportune conclusioni sulla sua efficacia e utilità. Così come interverremo sulla definizione del 5% dei diritti tv da destinare alla valorizzazione dei giovani".

Altro tema toccato dal Ministro dello Sport è stato quello relativo agli stadi."Dobbiamo avere l’orizzonte della dignità, non dell’appuntamento. Ma il 2032 è oggettivamente la scadenza migliore per noi: abbiamo 9 anni di tempo. Poi resta il fatto che dobbiamo trovare un senso logico nell’affrontare il problema. Oggi succede che una parte dello Stato dica “per riqualificare gli stadi non ci sono soldi pubblici”, poi un privato cerca di farlo più o meno da solo e lo Stato dica “non si può fare” o rende l’iter amministrativo estenuante. Così l’investitore non capisce, perde fiducia e, poi, si arrende. E ci perdiamo tutti. Abbiamo appena approvato un decreto per alleggerire ulteriormente l’iter amministrativo della cosiddetta “legge stadi”, ma ci vuole un patto tra Stato e privati".

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