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Alla viglia della sfida tra Lazio e Cremonese ha parlato in conferenza stampa il tecnico dei grigiorossi Ballardini che ha risposto alle domande dei cronisti.

Mister, che significato assume la partita con la Lazio?
“Il significato lo abbiamo capito col Bologna, se fai una partita come quella è un brutto vedere. È molto importante presentarsi in campo consapevoli del fatto che abbiamo il dovere di fare una buona prestazione. E la devi fare per la tua dignità, per quella della tua squadra, perché rappresenti la società e le persone che vogliono bene a questa società. Il significato è la responsabilità che abbiamo di fronte a tutto quello che ho appena detto”.

Ci sarà spazio per i più giovani?
“Siamo una delle squadre che ha ruotato più giocatori, pur non avendo una rosa ampissima: 25-26 giocatori hanno giocato tutti, è chiaro che Basso Ricci e Acella hanno giocato poco, è giusto che siano con noi ma è altrettanto giusto che gli si dia tempo. Ad oggi il campionato giusto per loro non è ancora quello della Serie A, ma stanno facendo il loro percorso”.

Ha già avuto modo di incontrare la società?
“Con la società ci siamo visti e ci rivedremo, presto. Sono incontri che fanno parte di ogni finale di campionato per chiarezza nei programmi futuri. Ci siamo incontrati questa settimana e probabilmente ci incontreremo anche la prossima”.

Qual è la valutazione dell’operato suo e del suo staff?
“Da quando siamo arrivati siamo soddisfatti di quello che è stato fatto. Poi è chiaro che nella soddisfazione i primi a sapere che in certi momenti e in certe partite potevamo essere più bravi siamo noi. Gli errori li sappiamo, dove sono stati commessi. È chiaro che se tu hai un margine d’errore strettissimo è facile incappare in certi errori, se hai una rosa altamente competitiva, se sei strutturato in una maniera più solida l’errore quasi non si percepisce. I margini d’errore nel nostro caso erano limitatissimi, non dovevi sbagliare nulla, e quando potevamo fare meglio l’abbiamo capito”.

La classifica della Cremo è rimasta viva principalmente per il vostro lavoro…
“No: il merito per essere stati vivi fino alla fine è della squadra, staff compreso. Nell’ultima partita eravamo vuoti, un po’ slegati e mentalmente scarichi. Ma questo a riprova che il merito del percorso che abbiamo fatto noi è grazie anche alla squadra. Ora ci troviamo a giocare se contro una squadra importante vogliamo fare bella figura, che senso avrebbe scendere in campo senza voglia di dimostrare che, al più presto, vuoi tornare a giocare a quei livelli? Ci sono molte motivazioni ancora: la prima è dimostrare di voler tornare a giocare a questi livelli”.

Cosa ha maturato maggiormente la squadra in questi mesi?
“Secondo me la consapevolezza è stata importante, consapevolezza che è stata data dalle prestazioni. Il fatto di andare avanti in Coppa Italia e quotidianamente capire che te la potevi giocare è stato un fattore determinante nel lavoro di questi mesi”.

Qual è l’aspetto più piacevole di questa esperienza?
“Ci portiamo a casa dei valori sportivamente sani. L’ambiente è sano, le persone ci sono vicine, i tifosi sono molto legati alla squadra. È chiaro che possono essere critici quando è il momento, perchè chi vuole bene alla Cremo desiderava qualcosa di meglio dalla stagione. Ma c’è un ambiente sano, che ha valori importanti, che è destinato solo a crescere. Ci sono delle basi solide, sane e sportivamente molto valide. L’ambizione di voler crescere in modo sano è un altro aspetto importante”.

Si giocherà in uno stadio affollato il limite della capienza…
“La Lazio di fronte allo stadio pieno vorrà salutare i propri tifosi con una bella partita, saranno motivatissimi. Per noi sarà altrettanto stimolante affrontare dei campioni, ed è chiaro che dovremo avere le stesse alte motivazioni dei biancocelesti”.

Da quali aspetti potrà ripartire la Cremo?
“La base è solida, sana, e ambiziosa. Questi sono i tre aspetti. È chiaro che ogni allenatore vorrebbe vedere sempre questi presupposti per iniziare un percorso e qui ci sono. Poi dopo ci si dovrà confrontare su altri aspetti con il Direttore Sportivo, il Direttore Generale. Magari l’allenatore vuole un giocatore, ma non lo puoi prendere per tanti motivi, bisogna cercare una soluzione che vada bene a tutti”.

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https://www.youtube.com/watch?v=-8AyhzqsY_A
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