EDITORIALE - Il ritorno alla vittoria in Champions League dopo oltre 23 anni è un momento da assaporare fino in fondo. Il gol di Pedro al 95' minuto costituisce la fotografia esatta di questo gruppo che in questa stagione fatta di bassi molti e qualche alto deve affidarsi agli uomini di maggiore esperienza e carisma. Non è un caso che il gol del pareggio sia stato realizzato da Vecino altro calciatore che troppo presto era stato messo su un aereo e che è stato trattenuto a Roma da Sarri. 

La vittoria del Celtic Park è di certo figlia anche delle scelte del tecnico toscano che in qualche maniera nel conferenza stampa posta gara qualche sassolino dalla scarpa se l'è tolto. Critiche ingiuste quelle che la sua Lazio a ricevuto in questo periodo secondo il Comandante che ha anche svelato qualcosa che in questa sede avevo già individuato anche io. Un appagamento da parte di alcuni “senatori” sono una delle cause di questa involuzione che la squadra ha avuto in questo periodo. Ora non si tratta di tradimento perchè altrimenti questo gruppo non avrebbe realizzato due gol decisivi nei minuti finali della massima competizione europea. Lo stimolo della Champions League è di certo strabordante rispetto al campionato, ma quando le cose vanno male i primi a scendere dal carro sono i calciatori che hanno il pelo sullo stomaco. 

Questa Lazio, in definitiva, è ancora un gruppo unito e solido che sta attorno al suo allenatore che nel frattempo a piccole dosi ha cominciato a bastonare nuovi e vecchi per stimolarli a dare di più. Parole che però devono essere seguite dai fatti già da domenica contro l'Atalanta.

Ha fatto bene Sarri a prendersi la sua rivincita, ma a lui spetta il compito che questa diventi rinascita.

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Champions League, la Uefa incensa la "Zona Lazio"