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Nella puntata de “Le Iene” è andato in onda un servizio in cui l'inviato Nicolò De Devitis è andato fino in Svezia a trovare Sven Goran Eriksson. L'allenatore della Lazio nei giorni scorsi ha confessato di essere affetto da un tumore e che le sue aspettative di vita sono limitate. Tra un piatto di carbonara e la visione dei video saluti dei tifosi della Lazio il tecnico svedese si è confessato a cuore aperto rivelando degli aneddoti.

La malattia

"Ho scoperto della malattia in cucina, sono svenuto. Ha colpito il pancreas e poi altri organi: fegato, polmoni. Non si può curare, se ci pensi tutti i giorni diventi matto. Io voglio continuare a vivere, ma non in una miseria mentale. Non mi aspettavo tutto questo affetto, mi sento felice. Guardo 4/5 partite la domenica con papà che ha 95 anni. La malattia mi ha insegnato che la vita non è scontata e che non è sempre in crescendo".

I migliori giocatori che ha allenato 

"Io ho avuto il piacere di allenare il piede sinistro più forte del mondo, Mihajlovic, e il destro, Beckham. L’Italia mi manca. Con la Lazio eravamo uno squadrone, mi ricordo tutti".

Rimpianto con la Lazio

"In Italia ci sono Juve, Milan, Inter. Allenare una delle altre fuori da queste e vincere è tanta roba (Lazio, ndr.). Il rimpianto? Potevamo vincere lo Scudetto un anno prima".

Ritorno allo Stadio Olimpico

"Di recente sono andato a Roma a vedere il derby ed è stata una grande emozione. Vorrei essere ricordato come uno che ha tentato di educare i giocatori, come un uomo per bene".

Tutti i protagonisti della Lazio degli anni 2000 allenati da Eriksson si sono uniti nei saluti al tecnico a partire dall'allora Presidente Sergio Cragnotti per passare a Pancaro, Sensini, Inzaghi, Ballotta, Veron, Nedved, Conceicao, Marchegiani, Nesta , Simeone, Stankovic, Mancini, Lombardo, Vieri e Marcolin. 

Testimonianze di affetto sentite che hanno fatto scendere qualche lacrima al grande Sven.

eriksson con nicolò de devitis

 


 

 

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