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Alla viglia della sfida contro il Bologna ha parlato in conferenza stampa nel centro sportivo di Formello lo spagnolo Patric che ha risposto alle domande dei cronisti.

Mese cruciale che inizia con

Ormai il calcio di oggi è così, si gioca sempre e tanto. Sarà una settimana fondamentale, ci giochiamo tanto, ma ora conta il Bologna. Sarebbero tre punti uguali agli altri. Loro stanno facendo una buona stagione, sarà difficile". 

Miglior Patric di sempre

«Sì sono contento, sono migliorato. Mi piace parlare di più del secondo aspetto. La mente gioca un ruolo fondamentale. A volte, quando siamo giovani, il troppo entusiasmo ci fa commettere degli errori

Insidia di Zirkzee

“Una squadra molto organizzata. Abbiamo lavorato su questo perchè hanno subito pochi gol e davanti hanno uomini importanti come Orsonlini e Zirkzee”.

Inizio poco esaltante 

“Ancora ci domandiamo perchè è stato così l'inizio. L'importante è fare la prestazione, ma nelle prime due partite abbiamo sbagliato su questo. Dobbiamo imparare dalla partita contro il Feyenoord perchè venivamo da una buona strada. Dobbiamo continuare così perchè dopo le prime due partite abbiamo preso la strada giusta, ma non ci dobbiamo mai rilassare”.

Importanza del Barcellona per capire Sarri

“Si senza dubbio. La mia crescita dipende dal mister e dalla sua maniera di vedere il calcio. Ho lavorato 8 anni con un calcio costruito dal basso. E' stata una delle ragioni per la quale sono rimasto qua quando ero in scadenza a parametro zero”.

Messi

“Ho avuto la fortuna di potermi allenare molte volte con lui. In questi 10 anni non c'è stato nessun giocatore che si è avvicinato a lui…”

Quando lo scatto dentro di te

“Venivo da una buona stagione, quella interrotta dal Covid che eravamo secondi. Non ho mai parlato di queste cose, ora ho l’opportunità di farlo. Ho sofferto tanto quando sono stato a casa da solo. Dal nulla ho cominciato ad avere problemi di depressione e ansia, tutto è diventato buio. Così ho cominciato a lavorare con un mental coach e con altri esperti fuori. Ho dovuto fare la mia peggior stagione alla Lazio, giocando sempre perché Luiz Felipe si era fatto male, per crescere. Potevo mollare, ma non l’ho fatto. Adesso sono contento dell’uomo che sono diventato”.

Rigore di Immobile

“A volte faccio cose che non mi rendo conto. Sono uno passionale e mi vengono così le reazioni di cui a volte mi vergogno. Al di la di tutto è stato bello perchè vedevo i tifosi della Tevere esultare e mi sono venuti i brividi".

Applausi dei tifosi della Lazio meritati

“Per me si. Non mi piace che si parli di me ma penso solo a fare il mio lavoro. Sono contento di quello che sto facendo e sono fiero di quello che ho passato e del giocatore che sono diventato”.

Blackout in Europa

“Ci sono cali a livello fisico per le gare ravvicinate, ma le partite vengono approcciate a livello mentale. Non ci siamo stati in campo in alcune situazioni e ci stiamo lavorando con il mister".

Leader

"Mi sento fiero di questo, da bambino sono diventato uomo. Provo tante emozioni per questa maglia e per questa città. Sono fiero, al di là di eventi positivi e negativo. Mi sento un laziale in più e felice di raggiungere certi numeri".

Nuovi arrivi

“Li vedo bene. Sono arrivati giocatori maturi e ci sta che per la lingua qualcuno ci mette qualche mese per imparare il calcio italiano. Li vedo bene e concentrati e quando non capiscono chiedono per poter imparare”.

Evoluzione del ruolo a centrale da difesa a 4

"Da giovane giocavo da mediano e poi mi hanno spostato sull'esterno. Dal nulla ci siamo trovati a giocare nel 3-5-2, non sono per niente un esterno destro. Poi è vero che piano piano mi ha messo nella difesa a tre con Inzaghi e mi sentivo meglio".

2 clean sheet consecutivi

“La solidità è stata fondamentale nel nostro gioco per rimanere attaccati nell'alta classifica. Siamo convinti se continuiamo a prendere pochi gol saremo li sopra in classifica”.

Impostare il gioco

“Credo che aver giocato tanti anni al Barcellona in certe partite hai bisogno di un giocatore che imposta bene da dietro e che trova passaggi filtranti".

Luis Alberto in nazionale

“Io penso che giocare in Italia è diverso dal calcio spagnolo, ma non così tanto. Anche in Italia ci sono squadre che costruiscono da dietro, ma è vero che guardano più i giocatori che giocano in Spagna che in Italia”.

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