header logo

Intervenuto all'evento della Panini per la pubblicizzazione dell'album di figurine è intervenuto Angelo Gregucci che ha parlato della sua esperienza con la maglia biancoceleste. L'ex difensore ha ripercorso la sua carriera con la maglia biancoceleste spiegando come è nata la sua lazialità.

La Lazialità

Sono tifoso laziale fino al midollo. Ho sempre professato la mia fede calcistica, le emozioni più grandi che ho avuto vivono alla Lazio. L’unico difetto è che sono acquisito perché sono nato a Taranto. Da piccolo tifavo Inter, la Lazio per passione è la mia squadra. La Lazio è una squadra che ha avuto tante disgrazie, ma abbiamo tanti sentimenti. Benedetto Croce ha fatto la Lazio ente morale, noi siamo élite sportiva. Siamo la nobiltà.

La squadra del - 9

Sofferenza, un campionato che non finiva mai. C’era una pressione incredibile fra me e tutti i miei compagni di squadra, come Fiorini, Caso, me stesso, il comandante Fascetti, un uomo coraggioso. La Lazio purtroppo è disgraziata e siamo finiti nelle scommesse clandestine.

Gol contro la Lazio

Ai miei amici ho detto di marcarmi. Non l’hanno fatto e gli ho segnato. Era la prima partita di Boksic. Quando ho lasciato la Lazio era una grande squadra, ha perso troppo però, poteva vincere molti anni prima. C’era sempre la Juventus che ci faceva girare… le cose.

Ancelotti

Io ho conosciuto Lucescu, Ancelotti. Carlo ha un difetto solo… è passato dall’altra parte della Capitale. Grande rispetto, ma io glielo dicevo sempre che ha solo quel problema.

 

12 anni senza Mirko Fersini: il ricordo della società
PRIMAVERA - La rimonta contro il Sassuolo vale il terzo posto in classifica - IL TABELLINO