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Danilo Cataldi è intervenuto in mixed zone per commentare la vittoria dei suoi compagni contro il Bayern Monaco. Di seguito le sue parole.

“Non so se me l’aspettavo di vincere, ero sicuro che ce la saremmo giocata. Se c’è una Lazio così, una squadra che s’aiuta, che aiuta il compagno, le si giocano. Magari si possono anche perdere, oggi c’è andata bene, però anche a questo livelli le sfide ce le giochiamo”.

Perché la Lazio non gioca così sempre?

"Una bella domanda, ovviamente la Champions ti dà qualcosa in più, il contorno è diverso. Oggi all’inno e al gol s’è sentito un boato che non avevo sentito in tutta la mia vita. È sicuramente qualcosa di diverso, quello che dobbiamo fare è mettere sempre questa voglia di aiutarsi, quest’unione di squadra. Se la Lazio è questa anche in campionato possiamo rimontare”.

Quando avete capito che questa partita si poteva vincere?

"L’abbiamo capito in settimana. Le partite si devono giocare, ci davano tutti per spacciati ma prima bisognava giocare. Credo che loro siano una delle squadre più forti al mondo, tutti contro il Bayern Monaco soffrono. Noi l’abbiamo fatto, ma da squadra, e il risultato ci dà ragione”.

Quanto ci hai messo per entrare in partita?

“Ci ho dovuto mettere poco perché è stato tutto molto veloce. Mi stavo già un po’ muovendo, poi mi hanno detto che Vecino non ce l’avrebbe fatta, quindi ho preparato un po’ più la testa rispetto alle gambe, quelle si sarebbero scaldate durante la partita”.

Quant’è difficile rimanere coi piedi per terra?

"Sappiamo la potenza del Bayern, andare lì e pensare di fare una partita per 90’ dentro la nostra area è complicato. Penseremo più avanti, adesso ci dobbiamo ributtare in campionato con questa fame, domenica arriva una squadra che è tanta roba".

Stadio?

"Stadio incredibile, era la mia prima dall’inizio in Champions. All’inno e al gol di Ciro ho sentito una cosa incredibile, ma i tifosi sono sempre straordinari, in questa manifestazione si sente qualcosa in più".

La vostra una risposta alle critiche degli ultimi giorni?

"C’è stato un confronto, dopo due anni e mezzo che si lavora in una certa maniera è normale avere la testa piena di alcune cose. Il mister ci è venuto incontro e noi, sapendo anche che lui sta affrontando problemi importanti, gli siamo stati vicino. Il gruppo ha capito il momento, con Cagliari e stasera l’abbiamo dimostrato. Ora dobbiamo continuare così".

Immobile dei tempi d’oro?

"Ciro è sempre Ciro. Quando vede la porta, la palla la butta dentro. Lo farà sempre, anche a 45 anni".

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