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EDITORIALE - Parafrasando l'indimenticabile Lucio Dalla mi viene da cantare “Caro Var ti scrivo così mi distraggo un po'…”. Eh già perché nelle ultime settimane ne abbiamo viste di cotte e di crude nelle quali la Lazio è stata vittima e non carnefice. Nonostante la vittoria anche ieri c'è da chiedersi come mai accadono certe discrepanze all'interno di una stanza in cui non ci sono pressioni ambientali, tifosi che urlano, allenatori che protestano o giocatori che si azzuffano. Partiamo dalla fine e dal rigore concesso a Frosinone che a detta di chi vi scrive è sacrosanto. Rivedendo però l'azione non posso non notare una trattenuta tutt'altro che amichevole di un giocatore ciociaro ai danni di Guendouzi. Il labiale di Feliciani poi è inquietante “Ho visto tutto, sei tu che trattieni…” ha detto al giocatore francese della Lazio che chiedeva spiegazioni. “COSI' NO” avrei voluto urlare in quel momento, ma visto che non sarebbe servito ho preferito scrivere oggi. Credo che questo andazzo vada denunciato visto che a queste stesse latitudini la tattica del pianto sta avendo i suoi ottimi dividendi. La vittoria poi cancella tutto e le parole di Sarri in conferenza stampa nella quale evidenzia come “un arbitro esperto fischia fallo prima a favore del difensore e non si fa tirare dentro” non hanno avuto il giusto risalto mediatico.

Arrivo a casa però e vedo quanto accaduto in Genoa - Inter e la spinta di Bisseck mi sembra più evidente di quella di Casale a Verona ed oggettivamente meno ravvisabile dal direttore di gara in quanto avvenuta in una mischia. Il Var stavolta tace ed allora sale di nuovo l'indignazione perché con arbitraggi più coerenti la Lazio avrebbe come minimo 6 punti in più. basta pensare che contro il Genoa c'era un rigore di Bani su Zaccagni, a Salerno c'era il secondo cartellino giallo per Gyomber e a Verona il gol di Casale andava convalidato. Sono sei i punti persi per questi orrori da parte della Lazio che in questo momento avrebbe avuto tutt'altra classifica. La squadra non gira come lo scorso anno, ma questo non deve essere motivo per vedersi sistematicamente oggetto di valutazioni arbitrali sbagliate, incoerenti, ingiuste ed a volte anche ridicole. Come fatto già in passato è arrivato il momento che la società si faccia sentire e pretenda arbitri validi in primis e non i Prontera (Salernitana - lazio) o Ayroldi (Verona - Lazio) di turno. Deve, inoltre, evidenziare l'assoluta incoerenza di certe valutazioni che cambiano a seconda della maglietta che indossano i calciatori. Non servirà nemmeno alzare la voce perché si tratta di orrori non interpretabili in altra maniera. Farlo oggi che si è vinto avrebbe ancora più senso perchè vorrebbe dire non lasciarsi trasportare dal risultato e dalla voglia di giustificare le sconfitte. 

La conferenza stampa di Sarri 

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