Lazio, pochi gol e difesa ballerina: la Lazio di Gattuso è un cantiere senza strada
L'analisi tattica della Lazio di Gattuso e le possibili contromisure in vista dell'esordio in campionato contro il Bologna
L'estate a Roma ha un rumore tutto suo. E' quello dei cantieri che, complice il traffico in naturale diminuzione, spuntano ovunque: strade transennate, carreggiate ristrette e cartelli che promettono lavori in corso.
E mentre la città rallenta e i cantieri - lentamente - vanno avanti, la speranza dei romani è di ritrovare a settembre strade migliori di come l'avevano lasciate. “Men at Work” ce ne sono anche a Formello, ma il capocantiere ‘Ringhio’, nonostante doppi turni e poche pause concesse ai suoi operai, sembra ancora in alto mare.
Lazio, cantiere aperto a Formello

Ecco, il problema è che siamo ormai a metà agosto. Il campionato è alle porte. A questo punto del cantiere qualche risultato dovrebbe iniziare a vedersi: le transenne dovrebbero arretrare, l'asfalto ricomparire, la strada prendere forma. In poche parole si dovrebbe cominciare a capire dove si voglia arrivare.
La Lazio di Gattuso, invece, sembra ancora una strada interamente sventrata. Le colpe, certo, non sono (solo) dell'allenatore. Anzi. Nonostante Ringhio si sia preso ogni responsabilità per la pesante (e ingiustificabile) sconfitta di Coppa Italia contro il Mantova, il copione sembra essere sempre lo stesso.
Sono cambiati allenatori, giocatori, dirigenti. Prima Inzaghi, poi Sarri, poi Baroni, poi di nuovo Sarri e adesso è arrivato il turno di Gattuso. Può mutare il capocantiere, ma se il progetto è sbagliato a monte, il risultato sarà sempre lo stesso.
Analisi tattica della Lazio di Gattuso
I laziali lo hanno capito e danno fiducia al mister. Ma una soluzione va trovata. Lunedì si scende in campo contro il Bologna e bisogna fare di necessità virtù. La Lazio vista all'Olimpico contro il Mantova mette paura.
I dettami tattici proposti da Gattuso sono fattibili per questa rosa? Mister Sarri, probabilmente, risponderebbe di no. E la partita di Coppa Italia sembra dargli ragione. La Lazio è scesa in campo con un 4-3-3 molto offensivo: linea difensiva alta, pressing sulla trequarti, tanto possesso e corsa all'indietro.
Pochi gol e difensori lenti
E qui arriva il primo problema. Per fare questo tipo di gioco servono due condizioni: attaccanti goleador e difensori veloci. Assenti entrambi. La Lazio attacca con nove giocatori, ma arriva poco alla conclusione in porta. I tiri nello specchio contro il Mantova sono stati appena tre e quando si è arrivati al momento di rifilare la stoccata finale, Dia e Cancellieri si sono mostrati (ancora una volta) insufficienti.
Palla persa, squadra scoperta. Contropiede subìto. E se dietro hai centrali strutturati e rapidi come Gila e Romagnoli, forse puoi permetterti di reggere un gioco veloce. Con Provstgaard e Doekhi meno. E anche Gattuso lo sa.
L'analisi di Gattuso e le contromisure

“Il primo tempo abbiamo fatto 6-7 rincorse di 70 metri, non eravamo mai aggressivi. Questo mi fa arrabbiare”. Così Gattuso in conferenza post Lazio-Mantova. Quando fai queste corse - ha proseguito l'ex ct - “poi subentra stanchezza e fiatone”.
Rovella e Taylor si sono trovati spesso fuori posizione, così come Marusic e Pedraza (in grande difficoltà), costretti a perdere i propri riferimenti esterni per dare una mano al centro. Se si fa pressione alta non si può dare spazio. E' stato letale contro una squadra cadetta, possiamo solo immaginare cosa possa causare con la qualità dei giocatori di serie A.
Più dribbling e coraggio
E allora, cosa fare? Innanzitutto serve più coraggio e qualità in attacco. Gli esterni d'attacco (Zaccagni e Cancellieri) devono dribblare di più, creare superiorità numerica, proporre palloni interessanti in area. E gli attaccanti fare gol.
Altri tasti dolenti sono il possesso palla e la costruzione dal basso. Mandas non è Provedel con i piedi (e lo sappiamo) ma errori come quelli visti contro il Mantova sono inammissibili. Rovella deve garantire più copertura e sicurezza in uscita.
Conclusione
Il gioco di Sarri, a volte lento e prevedibile, serviva a coprire queste lacune. Gattuso le sfida a viso aperto, complice anche il suo carattere da guerriero.
In attesa delle ultime mosse di calciomercato che potrebbero aggiungere qualche mattone, la sensazione è che il tempo degli annunci sia finito. Ora serve costruire davvero con quello che c'è.
Gattuso deve trovare idee vincenti, soluzioni pratiche e immediate da far vedere già al Dall'Ara contro il Bologna. La partita non concede ulteriori rinvii. Servirà una squadra imperfetta, magari ancora in costruzione, ma riconoscibile e viva. Perché a volte, più che costruire la strada perfetta, conta riuscire almeno a partire.

