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Ai microfoni di RadioSei è intervenuto Nicolò Frustalupi, figlio del grande Mario, indimenticato centrocampista che vinse con la maglia della Lazio lo Scudetto nel 1974. Storico vice di Mazzarri il figlio del numero 10 biancoceleste della Banda Maestrelli ha raccontato le emozioni nel festeggiare il 50esimo anniversario domenica prossima allo Stadio Olimpico.

Emozioni

Domenica sarò all’Olimpico, sarò in campo per omaggiare la Lazio del primo scudetto e la memoria di mio padre Mario. Quando è venuto a mancare ero piccolo, avevo dodici anni, non mi ha parlato direttamente lui di quella squadra, era umile, non era uno che si vantava delle sue gesta. Mi sono informato io, ne so abbastanza e ne sono affascinato. Con il figlio di Re Cecconi c’è un rapporto che coltiviamo da tempo, ma nelle varie reunion che sono state fatte ho avuto modo di confrontarmi con gli ex compagni di papà. Il ricordo di questo scudetto a distanza di 50 anni è una cosa speciale, ambiente e tifosi della Lazio sono diversi dagli altri. Il ruolo di papà di regista era quello che faceva girare la squadra, era un po’ l’allenatore in campo, cosa che i suoi ex compagni riconoscono. Questo mi riempie di orgoglio.

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Ricordo di Mario Frustalupi

Ricordo che 20 anni fa, un massaggiatore mi raccontò che una volta papà giocò con un infortunio all’adduttore e chiese allo stesso massaggiatore di non dire nulla. Avrebbe comunque utilizzato l’altra gamba (ride, ndr). Lui utilizzava il destro ed il sinistro alla stessa maniera. Oggi non accadrebbe mai, il calcio è cambiato, così come il carattere di chi scende in campo. Prima tutto era mosso dalla passione. Quella di mio padre me la ricordo bene, lui ha continuato a giocare fino a 40 anni anche gli amici.

Mazzarri vicino alla Lazio

Non lo so, quando lui faceva contratti ci avvisava sempre a cose fatte. Chiaro che ho pensato di ripercorrere anche la carriera di papà, mancano solo Lazio e Cesena per ripercorrere tutte le sue tappe.

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