header logo

EDITORIALE - Ha destato scalpore l'articolo che Fanpage ha dedicato ad uno striscione apparso in Curva Nord la sera di Lazio - Bayern Monaco. Una scritta apparentemente ironica su un'abitudine diffusa nel mondo ultras, ma anche in generale nella società come quella di bere birra. 

L'Unica cosa che vi invidiamo: la birreria

Dietro questo sfottò apparentemente goliardico c'è però secondo Fanpage un becero e deprecabile inno alla cultura nazista ripercorrendo un'aggressione che Hitler mise in atto nel 1922 nella Bürgerbräukeller, una birreria del sud di Monaco in cui il governatore di Baviera, Gustav von Kahr, nazionalista ultraconservatore, era impegnato in un discorso. 

Da li in poi un crescendo con lo snocciolare di alcuni avvenimenti storici riconducibili alla scritta apparsa sotto la coreografia della Curva Nord “Memento Audere Semper” che a modo di dire sarebbe collegata alla visione violenta che i tifosi biancocelesti di una partita di calcio assimilata ad una guerra. La chiosa finale poi è tutta da leggere “Ecco perché, tornando all'incipit sulla birreria, la partita di calcio, il tifo per una squadra c'entrano nulla con quel riferimento che non è un richiamo sarcastico alla ‘bionda spumeggiante' e ai luoghi dove consumarla negli iconici boccali di vetro, ma è legato a doppio filo allo sciovinismo nero del me ne frego che pullula nel settore più caldo dei sostenitori biancocelesti”.

Questa è l'ennesima nauseante accusa che stavolta è tracimata nel visionario anche alla luce di alcune considerazioni tanto banali quanto inoppugnabili. Ammirando la conoscenza della storia del collega estensore dell'articolo, non crediamo però che all'interno dello Stadio Olimpico alcun tifoso fosse a conoscenza dell'episodio della birreria. Che fine avrebbe un gruppo che vuole fare propaganda a ricordare un episodio che in Italia è sconosciuto ai più. Al tempo stesso risulta davvero un'iperbole del tutto sconclusionata la riconducibilità di quel “Memento Audere Semper” che tradotto in italiano significa “Ricordati di osare sempre”. Il motto latino in questo caso ben si addiceva all'interpretazione della gara che avrebbe dovuto fare la squadra di Sarri. Il collegarlo ad un semplice striscione apparso sugli spalti sembra essere il collante necessario per un teorema sconclusionato e di disgustosa provenienza. Se ci mettiamo poi che senza questa ulteriore digressione l'articolo non avrebbe raggiunto il numero sufficienti di battute per essere pubblicato allora capiamo la frustrazione di chi deve inventare per poter scrivere qualcosa sulla quale aveva un preconcetto.

Verrebbe da dire Fanpage a Fakepage è un attimo…

 

 

 

12 anni senza Mirko Fersini: il ricordo della società
Lazio, Di Livio: "Nel ritorno ci sarà da soffrire e Sarri dovrà puntare su..."