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Alla vigilia della sfida tra Lazio ed Inter valevole per la finale di Coppa Italia ha parlato in conferenza stampa il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri.

Come sta Cataldi? Il dubbio maggiore è in regia?

Danilo ha fatto il primo allenamento stamattina, le condizioni mediche sono un conto, l'efficienza fisica è un'altra. Nell'ultimo mese non si è mai allenato. Di dubbi, dopo la partita di sabato, ce n'ho 8 o 9. Abbiamo fatto talmente male a livello collettivo che non è nemmeno il caso di guardare le prestazioni individuali. Non abbiamo aggredito, è stata una prestazione del cazzo. 

Le indicazioni di questi ultimi giorni la confortano?

Quando si gioca così spesso non si può fare una tipologia di allenamenti che dà tante indicazioni. La squadra a dir la verità aveva fatto bene in allenamento anche la settimana scorsa, poi però si è sciolta in partita. Quella di sabato spero sia frutto solo di qualcosa di mentale, domani spero che sia diversa sotto tutti i punti di vista.

Quanto è orgoglioso a livello personale di essere arrivato in finale?

Sono orgoglioso della stagione, soprattutto dell'atteggiamento della squadra. Che ha sbagliato qualche partita, vero, ma non ha mai mollato. Mi ha fatto divertire negli allenamenti, per me la gara di domani ha come motivazione in più la vittoria per i calciatori, loro se lo meritano. Abbiamo fatto fuori squadre di grandissimo livello, la squadra ha attraversato il deserto senza acqua. È un motivo di soddisfazione. Siamo diversi da inizio stagione, siamo migliori. Poi può darsi che siamo scarsi come tecnico e come calciatori, ma come uomini siamo contenti di ciò che abbiamo fatto.

Che orgoglio sarebbe vincere un trofeo alla Lazio? Cosa rappresenterebbe per la sua carriera?

Io ne ho già perse due a livello nazionale di coppe, in Italia e soprattutto in Inghilterra al settimo rigore, contro il Manchester City. Avevamo fatto qualcosa in più in quella gara, quello è un grande rimpianto. Questo è un trofeo, deve essere per i giocatori e per il pubblico, vogliamo dare una soddisfazione. Anche per loro non venire allo stadio è stato faticoso. Penso di avere una carriera lunga alle spalle, non mi cambia la vita. Ma sarebbe bello dare una soddisfazione ai ragazzi e ai tifosi. 

Queste partite sono diverse dalle altre: come si affrontano? 

Dopo pranzo mi ero messo a preparare la riunione di stasera, ero in difficoltà a trovare le parole giuste. Qualsiasi cosa dica è retorica, è chiaro che sia importante, è chiaro che sia difficile. Bisogna dimenticarsi della gara di sabato, ogni parola poi diventa superflua. C'è bisogno di queste cose. Bisogna crederci fino alla follia. 

Un messaggio per la tifoseria e per Pedro?

Pedro è stato acciaccato fino a stamattina, oggi ha lavorato, per domani penso sia a disposizioine. Lui di solito è uno specialista di queste partite. Ha segnato nell'80% delle finali che ha disputato, riesce a tirare fuori tutto, speriamo lo faccia anche domani, pure se è uscito un po' acciaccato da sabato. 

Su Chivu? 

Ha avuto un approccio con una bella personalità. Ha una squadra forte, l'ha sfruttata nella maniera giusta. L'Inter è la squadra nettamente più forte. 

Domani cosa dovrà fare la Lazio? 

Se l'atteggiamento mentale è quello di sabato, la tattica non conta niente. Se abbiamo mentalità, ma non attacchiamo gli spazi, allora non ci fai nulla. Abbiamo preparato qualcosa di diverso per domani. 

I tifosi possono aiutare la squadra a non sbagliare l'approccio mentale e a essere più cattiva?

Sicuramente andare a fare il riscaldamento negli ultimi tempi è stato deprimente. Il ritorno dei tifosi può aiutare la squadra da questo punto di vista. Io non lo so quanti punti ci è costato non avere i tifosi allo stadio, ma sicuramente qualcosa ci è costato. Quindi sì, i tifosi da questo punto di vista ci possono aiutare.

 

 

 

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