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A margine dell'evento organizzato della società biancoceleste a Parco dei Daini per i 126 anni della S.S. Lazio è intervenuto ai microfoni dei cronisti presenti il Presidente Claudio Lotito.

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Flaminio

La questione sulla proprietà dell'area è stata risolta. La mia proposta è stata utilizzata anche per gli altri stadi d'Italia: il diritto di superficie. Ci consente per i prossimi 99 anni di essere proprietari dell'immobile. Altrimenti l'investimento da 430 milioni che abbiamo presentato sarebbe stato su una struttura non nostra. Esattamente quello che ha fatto la Roma, solo che loro lo faranno su terreno ex novo. Ingresso di nuovi soci? Non mi risulta. La società non ha problemi. Qualcuno ha cercato di crearglieli con norme bizzarre, ma la società farà un investimento di 430 milioni direttamente, perché la proprietà ha le risorse per farlo. Ora presenteremo uno schema di contratto che verrà valutato e se andrà bene si riuniranno e valuteranno la pubblica utilità, poi si riuniranno nella conferenza dei servizi. E' un quadro a breve, non tra un mese, ma a breve. Abbiamo perso qualche mese di tempo, anche se la domanda è stata inviata un anno fa, per altre squadre è durato anni. Non credo che ci saranno problemi sulla pubblica utilità, è una struttura al servizio del pubblico.  Sono stati investimenti per il progetto. Ci stanno lavorando due Università. Nello staff c'è un membro della famiglia Nervi che credo abbia interesse nel salvaguardarlo. Ho trovato una soluzione architettonica che è stata definita geniale, perché mantengo il famoso catino salvaguardandolo. Il Sindaco lo devo ringraziare perché ha apprezzato e colto subito l'importanza di una ristrutturazione conservative, che non altera l'aspetto architettonico, migliora la capienza e il comparto dove insiste. Spendiamo 240 milioni a sostegno della collettività e non dello Stato. La città godrà dell'investimento di un privato. Una stima dei tempi? Io non voglio fare previsioni che non posso mantenere. Tre anni per iniziare i lavori è un tempo ragionevole. Faremo di tutto per accelerare. Eravamo convinti che fosse automatico, il Comune ha studiato bene la proposto e l'ha valutata ricevibile e valutabile. Su questa base c'è una condivisione. Ora manca l'iter burocratico. Le istituzioni sono state molto disponibili.

Questione arbitrale

Ho fatto un comunicato ufficiale smorzando i toni dopo le dichiarazioni del mio allenatore. Non ho voluto delegittimare nessuno. Poi abbiamo constatato una serie di episodi che mostrano una valutazione non conforme. Questa situazione mi ha generato la necessità, in quanto uomo delle istituzioni, di attenzionare questo problema attraverso una lettera ufficiale alla Lega calcio. Io ho chiesto che, siccome il sistema sta perdendo credibilità, si creino delle condizioni per definirle una volta per tutte. Non ho avuto risposta e qualcuno ha detto che cercavo di delegittimare. Ho risposto, a questo punto, che ci rivolgeremo ad altre sedi. 

Perchè Parco dei Daini?

Abbiamo un accordo, una convenzione di adozione. La cureremo, cercheremo di fare delle attività. Qui prima c'era un'uccelleria. Noi vorremmo riattivare quest'area, ricca di storia, come centro della Lazio e della sua storia. La storia del Parco dei Daini è emozionante. Il calcio non può essere solo sport e aspetto economico, ma anche formare, educare. Io ho sempre voluto un calcio didascalico. La Lazio è nata con i valori olimpici, umani. La Lazio era indicata come una società razzista. L'opposto. Io ho dentro ho il Presidente della Commissione Shoah e un consigliere della Commissione antirazzismo a livello europeo e io sono nella Commisisone antirazzismo nel Senato. La Lazio in America è percepita come una società di alto livello. 

Obiettivo vittoria?

Ballerini è stato una persona altamente illuminato. Dove si trova un presidente che si spoglia del proprio campo d'allenamento e lo rende un campo di guerra. Una persona che metteva la società al servizio della collettivo. Infatti la Lazio è ente morale e le altre no, perché puntano a vincere in ogni maniera e a ogni costo. Non è il nostro mestiere. Noi vogliamo vincere per merito. Senza scorciatoie. 

 


 

 

 

 

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