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Intervenuto ai microfoni di Radiosei Paolo Di Canio ha voluto ricordare la memoria di Vincenzo D'Amico. "Parlare di D’Amico vuol dire parlare di un campione, di un fuoriclasse e per me una guida sotto ogni punto di vista. A Terni mi ha insegnato tante cose, non solo livello calcistico. Abbraccio Matteo e Nicolò, tutta la sua famiglia. Per me era un dovere parlarne, intervenire in questa giornata. Quando ho ricevuto la notizia, le emozioni sono state forti. Un magone, ma anche il sorriso di chi ha avuto la fortuna di aver vissuto quel momento e Vincenzo D’Amico. Il mio stato d’animo è di nostalgia gioiosa. Vincenzo è stato un campione, ma soprattutto un uomo che mi ha guidato. A Terni, lui aveva 31 anni, io 17, quando mancava durante l’allenamento per problemi fisici io ero triste. Amavo palleggiare con lui, godere della sua qualità tecnica, era unico. E’ stato uno di quelli che mi ha segnato anche a livello professionale. Ci penso ed ho un magone, ricordo che mi veniva a prendere per portarmi a casa, mi portava a prendere il gelato. E’ stata una persona buona, umile e seria. Per i figli e per tantissima altra gente deve essere un orgoglio, un onore Vincenzo D’Amico e tutto quello che ha lasciato".

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