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Una Lazio che lotta, soffre e colpisce al momento giusto. La squadra di mister Gattuso conquista tre punti sul campo del Venezia al termine di una gara intensa, trascinati dal rigore di Zaccagni e dal guizzo di Noslin, con Mandas decisivo nel neutralizzare un penalty nel primo tempo. 

L'allenatore della Lazio è intervenuto in conferenza stampa al termine della sfida del Penzo per commentare la vittoria per 2-0 ottenuta contro il Venezia. 

Le parole di Gattuso in conferenza stampa 

Sulla partita: “Dobbiamo essere onesti, se stavamo sotto 2-0 al primo tempo il Venezia non aveva rubato nulla. Abbiamo sbagliato approccio, l'avevamo preparata in un altro modo. Quando avevamo il possesso andavamo sempre in zona centrale e perdevamo palla. Ci siamo allungati, non siamo stati mai aggressivi, uno dei primi tempi più brutti da quando sono qui. Nel secondo tempo abbiamo fatto le cose come si deve, molto bene i due centrali con Belahyane che si buttava tra loro, bene anche in ampiezza. E infatti cross e rigore vengono fuori da queste giocate”. 

Sulla classifica: "Noi primi? Dobbiamo pensare che mancano ancora 27 punti per stare tranquilli. Noi continuiamo a lavorare con serietà, se stiamo facendo bene è merito dei giocatori. Anche chi non era protagonista l'anno scorso ora è importante, è merito loro. Non siamo perfetti. La classifica attuale ti dà la forza di lavorare di più e con serietà".

Su cosa è cambiato nella ripresa: “La partita era semplice, di lettura facilissima. Eravamo sei giocatori contro i due attaccanti, non c'era grande pressione. Giocavamo dentro, tra Taylor e Frattesi con Noslin. Ma eravamo lunghissimi, squadra in due blocchi, abbiamo giocato a ping-pong. Abbiamo sbagliato prima, poi nel secondo tempo molto bene”.

Sull'esultanza: “Mi viene spontaneo. E' stato bello andare a festeggiare a fine gara sotto il settore ospiti. Era importante per me, anche a fronte di una sosta lunghissima. Da giocatore lo sentivo, dopo una sconfitta le settimane non sono belle. La mia gioia è questa, quando si vince si lavora meglio. I tifosi sono educati, la verità è una sola: la curva non viene allo stadio, ma la città si vive bene. Leggo poco, ma sono educati. Ci fanno lavorare in pace. È così: è una tifoseria che non ci mette pressione, giochi per la Lazio e la pressione ce l'hai sempre”.

Sulle rotazioni: “I meriti sono tutti della squadra. È semplice: questo è un gruppo che sta dando tutto dal primo giorno, con grande professionalità e voglia. Ho detto no a Icardi per questo, è un piacere allenare questi ragazzi. Avendo una partita a settimana capisci che diventa difficile. Ho quattro centrali uno più forte dell'altro, sono contento. Devo essere bravo a sbagliare il meno possibile. Devo mettere i giocatori nelle condizioni migliori, sono contento di quello che ho”.

Su Przyborek: “Non è nemmeno male come 2007. Ha avuto un problema all'adduttore. Ma è un giovane molto interessante”.

Sulla Lazio: "Sono stato vicino alla Lazio due-tre volte da quando ho iniziato la carriera di allenatore. Dentro sono laziali al 100%. Gente che quando vince piange, che nei momenti di difficoltà ti sta vicino. Lo sapevo che di padre in figlio è una storia incredibile. Sono tifosi con grande passione, bambini piccoli che amano questi colori qua. Mi immaginavo com'era. Dentro è qualcosa di incredibile. C'è veramente gente che lavora".

Sul programma: “La classifica non ci riguarda. Assicuriamoci la tranquillità. Ora ci saranno cinque giorni di recupero, poi giochiamo con l'Arezzo domenica a Formello e ne faremo anche un'altra di amichevole, sempre con un club di Serie B”.

 

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