EDITORIALE - Il mercato scalda le casse della società, ma raffredda i cuori dei tifosi
CALCIOMERCATO LAZIO
Si è conclusa ieri una sessione di mercato invernale che ha visto insolitamente protagonista la Lazio. Al contrario delle passate stagioni, complice anche il blocco del mercato estivo Lotito ha dato l'avallo a Fabiani affinché provvedesse ad una vera e propria rivoluzione che a tratti ha preso le pieghe del “fuori tutto”.
Gli addii di Guendouzi e Castellanos
Pronti via e all'apertura della sessione Guendouzi e Castellanos hanno salutato la truppa biancoceleste lasciando in dote 60 milioni di euro. Cessioni necessarie per rimpinguare le casse della società che però hanno messo la pietra tombale sul progetto di questa stagione di Maurizio Sarri privandolo di due giocatori cardine.
Il tentativo di rilancio di Lotito
L'arrivo di Ratkov e Taylor è stata il goffo tentativo di Lotito di mascherare un rilancio della squadra dal punto di vista tecnico. A mente fredda pare evidente che, invece, si sia palesata ancora una volta quella voglia di mediocrità che pervade la strategia del Presidente della Lazio. Giocatori ancora da costruire e da far inserire in un contesto tutt'altro che competitivo ed ambizioso. Una squadra privata della sua ossatura che deve caricare le speranze di rilancio sulle spalle di due giovani che avranno come è giusto che sia il diritto a qualche difficoltà di ambientamento. Il passare dei giorni è stato scandito dal mancato raggiungimento di tutti gli altri obiettivi tanto che l'ulteriore sussulto si è avuto con la cessione di Mandas in Premier League sostituito da Motta portiere 19 enne della Reggiana. Anche qui, senza tema di smentita, pensiamo che non si sia fatto un upgrade almeno per l'immeditato. L'arrivo di Daniel Maldini in prestito è sembrata ai più un'operazione propedeutica alla cessione di qualche attaccante che però è stata sconsigliata dall'infortunio all'ultimo momento di Zaccagni.
Solito finale amaro
Gli ultimi giorni sono stati vissuti sulla speranza di vedere arrivare a Formello una mezzala capace di sostituire Guendouzi nelle scacchiere di Sarri. Al tecnico toscano, invece, è stato tolto il fido scudiero Vecino per far posto al 18enne polacco Przyborek. A margine di questo c'è stata la telenovela Romagnoli pronto a lasciare Roma lasciando in dote una plusvalenza di 10 milioni. Un trasferimento che avrebbe di certo avuto un senso economico importante è forse una delle poche operazioni comprensibili vista l'impossibilità di arrivare ad un rinnovo. La solita gestione delle trattative di Lotito capace di cambiare le carte in tavola a pochi minuti dal gong finale ha generato una nuova “Gioconda” dei disastri ella Lazio di questa stagione. Romagnoli rimane controvoglia e starà a lui gestire il caleidoscopio emozionale di una situazione che ha del grottesco.
Per non farsi mancare nulla le speranze dei tifosi biancocelesti di vedere arrivare un giocatore di livello sono state disattese e tradite nuovamente. Frattesi è stato il nome dato in pasto alla stampa per far credere in un sussulto d'orgoglio di Lotito. Ma come sempre accade con questa proprietà sembra più un'operazione mediatica che qualcosa di concreto. Ne rimane una squadra che è un vero cantiere a cielo aperto con la patata bollente passa di nuovo a Sarri cui è chiesto di finire la stagione in maniera dignitosa. La Lazio è stata smantellata, i proclami di Lotito e Fabiani diventato lettera morta. C'è un lavoro tecnico enorme da dover fare da capo, mentre quello costruito fino a dicembre è stato devastato e reso inutile da questo mercato. In questo inverno freddo Lotito però è riuscito a scaldare le casse della società ed a rendere ancora più gelido il cuore dei laziali.

