Lazio, Least Squares avverte: "Incremento dei ricavi nullo ed aumento dei debiti finanziari, ma..."
Dalle pagine de Il Tempo arrivano le parole di Least Squares che ha analizzato i conti della Lazio facendo una panoramica dopo la presentazione del bilancio del club al 30 giugno 2026.
Gattuso al Premio Colalucci
La lettera di Least Squares
Gentile Direttore, ogni volta che viene diffuso il nuovo bilancio d’esercizio della Lazio mi concedo la speranza di trovarvi finalmente un segnale di svolta nella strategia della società: investimenti significativi in aree cruciali per un club di calcio, rafforzamento della struttura finanziaria, potenziamento dell’organizzazione societaria. La relazione finanziaria annuale al 30 giugno 2026 è finita sotto la lente con la stessa curiosità. Pure questa volta, delusa. Tuttavia, i numeri meritano una riflessione attenta perché, come sappiamo, nella Lazio i conti condizionano direttamente la gestione sportiva.
L'esercizio 2025/26 è stato il primo, dopo otto anni consecutivi, senza i ricavi delle competizioni UEFA, che nella stagione precedente avevano garantito circa 30 milioni di euro. Si è aggiunto, da fine gennaio, un assaggio della contestazione da parte della tifoseria. La Lazio ha assorbito bene il calo delle entrate, ma solo grazie a una combinazione di operazioni difficilmente replicabile. Innanzitutto, sono arrivate diverse cessioni che hanno prodotto 39 milioni di plusvalenze, un valore secondo solo a quello record dell'esercizio 2017/18 e in linea con quello del 2023/24. Alle plusvalenze si è aggiunto un indennizzo una tantum di 20 milioni, legato alla transazione di aprile tra Lega Serie A e IMG, relativa ai diritti tv internazionali del periodo 2008-2018.
Ciò non è tuttavia bastato a pareggiare i costi, a causa del basso livello dei ricavi tipici del club (tra cui sponsorizzazioni, pubblicità, merchandising e botteghino). Il risultato è stato un'altra perdita di esercizio, sebbene contenuta a 10 milioni di euro e in miglioramento rispetto a quella dell'anno precedente. È proseguita la crescita dell'indebitamento finanziario netto, passato dai 48 milioni del 2023 ai 126 di giugno, il livello più elevato dell'era Lotito. L'incremento è stato determinato soprattutto dai maggiori debiti finanziari, cui si è associato il calo delle già contenute disponibilità liquide. Queste ultime si sono attestate a giugno a 1,8 milioni di euro, un valore mai così basso negli ultimi 22 anni.
In generale, l'aumento dei debiti finanziari non è necessariamente un male: può, anzi, finanziare investimenti e crescita. Nel caso della Lazio, tuttavia, l'indebitamento sembra rispondere soprattutto a esigenze diverse. Da un lato, l'incremento delle passività finanziaria è coinciso con l'avvio del piano di rimborso dei debiti tributari maturati durante il periodo Covid: oltre 70 milioni di euro a fine 2022, rateizzati in cinque anni grazie alla legge di bilancio 2023. Dall'altro, è stato accompagnato da un crescente ricorso alle cosiddette linee auto-liquidanti, ovvero finanziamenti sotto forma di anticipazioni su incassi futuri, che a giugno rappresentavano quasi il 90% dei debiti finanziari del club. Si tratta di forme di finanziamento destinate per loro natura soprattutto a esigenze di breve periodo e quindi meno adatte a sostenere investimenti.
La situazione della gestione finanziaria emerge con chiarezza dall'indicatore di liquidità, che sintetizza la capacità di una società di far fronte agli impegni di pagamento a breve termine (cioè entro 12 mesi) attraverso le risorse disponibili, senza dover ricorrere a ulteriore indebitamento. A giugno 2026 l'indicatore ha raggiunto un nuovo minimo storico, scendendo sotto quota 0,2. In termini semplificati, significa che per ogni euro di impegni con scadenza entro giugno 2027 la Lazio disponeva di meno di 20 centesimi tra cassa e risorse a breve, con cui farvi fronte. Non si tratta, è bene precisarlo, di una situazione che configura uno stato di crisi: la Lazio mantiene un'ampia capacità di accesso al credito e, dalla fine del 2027, con l'esaurirsi del piano di rimborso dei debiti tributari maturati nel periodo Covid la pressione finanziaria dovrebbe attenuarsi.
Finché questo trend, difficilmente sostenibile nel lungo periodo, non verrà invertito, il player trading continuerà a garantire importanti risorse. A differenza dell'undici di Gattuso, la nuova stagione è iniziata male per i conti: il bilancio 2026/27 non potrà beneficiare infatti né dei ricavi UEFA né di quelli della Coppa Italia, dopo l’eliminazione al primo turno col Mantova. A pesare sarà soprattutto la protesta dei tifosi, che dovrebbe costare circa 20 milioni di euro di ricavi, contro i 4 milioni stimati nell'esercizio chiuso a giugno. Nel prossimo bilancio, quindi, il rosso dovrebbe accentuarsi. Dal punto di vista patrimoniale, pure questo va sottolineato, la Lazio è oggi in grado di assorbire perdite future, anche cospicue.
Infatti il patrimonio netto - cioè quella grandezza che viene erosa da perdite d'esercizio non ripianate e che se negativa costringerebbe l'azionista di maggioranza a ricapitalizzare - a giugno ha raggiunto il valore record di 177 milioni di euro per la controllante, dai 47 dell’anno prima. L’incremento non è dovuto a una ricapitalizzazione, ma al cambio del criterio di valutazione del centro sportivo di Formello: dal criterio del costo, che riflette quanto speso per costruire e ammodernare le strutture, a quello del fair value, cioè il loro valore di mercato stimato. In termini pratici, in bilancio il valore del centro sportivo è passato da 53 milioni di euro a 251.
Per dare un ordine di grandezza, il complesso di Formello varrebbe circa il 70% di Villa Certosa - la storica residenza di Berlusconi in Costa Smeralda, con 4.500 metri quadrati edificati e 120 ettari di parco - recentemente venduta per 350 milioni di euro. Il passaggio da un criterio di valutazione più prudente a uno più realistico rispetta ovviamente i principi contabili. Al tempo stesso, separa la Lazio dai maggiori club nazionali e internazionali, che continuano a valutare i propri centri sportivi al costo. Va chiarito pure che la rivalutazione del complesso di Formello non ha generato alcuna entrata monetaria ma soltanto effetti di natura contabile. Una distinzione, questa, offuscata da alcune letture della vicenda apparse sui media.
Ma il bilancio biancoceleste descrive solo una parte del quadro. Per valutare appieno la traiettoria economica del club occorre confrontarla con quella del resto della Serie A. Dal 2010 a oggi i ricavi caratteristici della Lazio sono cresciuti a un ritmo pari a circa la metà di quello registrato in media dagli altri club del campionato. In termini reali, cioè depurando il dato dall'inflazione, l'incremento dei ricavi tipici della Lazio risulta pressoché nullo. Mentre il club biancoceleste resta fermo, il calcio italiano evolve attirando dall'estero capitali, competenze manageriali e know-how che stanno modificando profondamente assetti proprietari e modelli di gestione. Un processo che non può essere ignorato e che rischia di ampliare ulteriormente il divario di competitività tra la Lazio e le squadre di vertice.

