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È arrivata in serata la precisazione di Danilo Cataldi in merito alla sua testimonianza tenuta in un processo penale a carico di alcuni ultras del Genoa. I fatti risalgobo a maggio del 2017 quando a Cataldi dopo un Genoa - Inter fu impedito di scattare una foto con una famiglia di tifosi in quanto a detta degli ultras doveva ritenersi un insegno. Nella circostanza uno dei capi aveva scagliato un calcio alla moglie del centrocampista della Lazio. Davanti ai giudici Cataldi ha ricostruito la vicenda confermando l'aggressione fisica ma definendola una “minima contestazione”. Parole che hanno fatto scattare la reazione dei giudici che in quel frangente hanno chiesto "Se le sembra una cosa normale che un tifoso tiri un calcio a sua moglie". In serata è arrivata la precisazione di Cataldi attraverso il suo profilo Instagram.

La precisazione

"Gli articoli e le notizie pubblicate in serata sul mio conto riportano ricostruzioni parziali, strumentali e sensazionalistiche, oltre che lesive della mia persona, relativamente ad una vicenda, accaduta nel 2017 dopo una partita di calcio e che oggi mi vede come testimone di un processo penale. Per chiarezza: non ho minimizzato l’episodio in cui è stata coinvolta mia moglie, la persona che amo e stimo di piu al mondo. Far passare un messaggio diverso è quanto di più offensivo e diffamatorio nei miei confronti, soprattutto in una vicenda del genere. Credo fermamente nella giustizia e anche per questo mi riservo di agire in ogni sede per tutelare la nostra famiglia".

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