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Arrivano dai microfoni dell'ANSA le parole di Bruno Giordano che ha commentato quanto accaduto a Ndicka che all'ex giocatore della Lazio ha ricordato il malore di Lionello Manfredonia. 

Ricordo quell’episodio e per me ha un valore importantissimo perché Lionello Manfredonia è come un fratello. Vederlo sdraiato sul terreno mi ha dato una sensazione di impotenza. Poi quando fu trasportato la partita l’abbiamo giocata per onore di firma, ma tutti noi calciatori chiedevamo ogni minuto notizie di quello che era accaduto. Credo che i calciatori della Roma abbiano provato la stessa sensazione, è stato giusto interrompere la partita.  Abbiamo giocato quella partita, ma è stata surreale, come il derby dell’uccisione di Paparelli. Quando ci sono queste tragedie sugli spalti o all’interno del campo, puoi sospenderla o continuare a giocarla, ma giocandola è come se fosse sospesa perché perdi tutte le forze e le motivazioni. Ricordo che la partita passò non solo in secondo piano, ma per noi era finita. Incrociai il presidente Viola e la prima cosa che chiesi furono le condizioni di Manfredonia

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