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E' andata in scena a Formello la presentazione del nuovo centrocampista della Lazio Kenneth Taylor che ha risposto alle domande dei giornalisti presenti.

La presentazione di Lotito

Taylor è un giocatore, contrariamente a quello che si dice, abbastanza conosciuto, o sbaglio? Guendouzi ha chiesto di essere ceduto e noi l’abbiamo accontentato. La filosofia di questa società non è più quella di trattenere i giocatori: quelli che vogliono rimanere rimangono, chi vuole andare via può andare. La Lazio è un punto di arrivo, non di partenza. Questo per trasmettere anche un segnale ai nostri tifosi, non stiamo facendo le svendite, c’è un lavoro tecnico importante che sta facendo il direttore sportivo e gliene dò atto e merito. Attraverso la sala scouting andiamo a selezionare i giocatori con una serie di dossier, dando delle priorità a livello di gioco, qualità tecniche e morali. Guardate come ha risposto Ratkov, c’ha la testa. Per il centrocampo, il direttore ha deciso di selezionare Taylor che ha già giocato, dimostra duttilità nel gioco e nell’approccio sulla partita.

La presentazione di Fabiani

Le caratteristiche di Taylor sono corrispondenti alle esigenze del mister, conosceva perfettamente il giocatore. A volte facciamo finta di non conoscerli perché da qualche tempo dei gruppi si mettono in mezzo alle trattative appena la Lazio segue un calciatore. Proprio come successo con Taylor, questa storia dovrà finire. Se non ci pensano le istituzioni, i direttori come me ci tengono e lavorano, delle trattative non possono saltare per dei mediatori, gente sconosciuta. Abbiamo lavorato in silenzio per Taylor, se no non ci saremmo riusciti a portarlo qui. Salisburgo e Ajax sono due società di grande importanza. Figuriamoci se Sarri non li conosce, siamo contenti di aver concluso questa trattativa. Abbiamo preso un grande uomo e un giocatore che sarà apprezzato per le sue qualità tecniche. È quell’elemento di squilibrio tecnico che ha richiesto Sarri. Per il resto lo conoscere, non dobbiamo aggiungere altro se non dargli il benvenuto nella famiglia Lazio. Lo scorso anno Taylor ha fatto 14 gol e 7 assist.

Prime impressioni

Le mie prime impressioni sono state buone. Il club mi ha dato un buon benvenuto come gli altri compagni.

Cosa ti ha spinto ad accettare la Lazio?

La Lazio è arrivata con un bel progetto, è un grande club. Avevo già parlato con il presidente, con il direttore e con Sarri.

L’esordio a Verona: come ti sei trovato negli schemi di Sarri? Sei pronto a diventare il punto di riferimento del centrocampo della Lazio?

Già con l’Ajax avevo giocato in questo modo, soprattutto l’anno scorso. Non è facile adattarsi all’inizio. Ma per me è un’esperienza bellissima.

Cosa ti ha spinto a scegliere la Serie A?

Essere cresciuti all’Ajax vuol dire crescere in una delle migliori accademie del mondo. La Serie A è uno dei migliori campionati del mondo, qui si gioca un calcio molto maturo.

Cosa ti ha chiesto Sarri? È uguale giocare a destra o sinistra come mezzala?

Per me è uguale giocare a destra o a sinistra. Sarri mi ha detto di muovere velocemente la palla, è quello che chiede a tutti i centrocampisti. Come provare a segnare.

Quali sono i tuoi obiettivi personali? In cosa può aiutarti a migliorare la Serie A?

La squadra viene sempre per prima, se va bene la squadra allora vado bene anche io. Serie A è tra i campionati più importanti, è maturo. Può aiutarmi a voler vincere le partite.

Il percorso della Lazio dell’anno scorso in Europa League ha influito sulla tua scelta?

La Lazio aveva giocato bene, un grande calcio. Forse in un certo senso mi ha convinto.

L’anno scorso c’è stato Farioli all’Ajax. Può essere simile a Sarri? Puoi giocare anche davanti alla difesa?

Hanno delle cose in comune, ma è difficile dirlo ancora. Sono due grandi allenatori. Sì, posso giocare anche davanti alla difesa. Mi trovo bene in quella posizione.

Sei stato sorpreso dall’entusiasmo dei tifosi? Hai già parlato con i tuoi compagni a centrocampo?

I tifosi sono stati incredibili, mi hanno accolto benissimo. È stato bellissimo vederli a Verona con tutti gli striscioni. Ho parlato poco con i miei compagni, ma mi stanno aiutando.

Cos’è successo con l’Ajax per andare via? Ti è stato presentato un obiettivo di squadra?

Ho giocato tanto con l’Ajax, a un certo punto senti l’ambizione per poter fare di più. L’obiettivo che mi è stato presentato è quello di raggiungere l’Europa.

Sei mancino ma giochi bene anche con il destro, simile a Hernanes. Come ci sei riuscito? Quanto è stato complicato giocare a Verona conoscendo lo stile della Lazio?

Ho imparato con mio padre a giocare con entrambi i piedi. Cataldi ha parlato tanto con me, quando c’è un giocatore d’esperienza che ti parla devi solo ascoltarlo.

Hai parlato con qualche olandese? Sei stato paragonato a Kroos: ti ispiri a lui?

Non credo di essere simile a Kroos. Quando ero più giovane guardavo Xavi, Iniesta, Busquets.

 

 

 

 

 

 

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