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E' un fiume in piena Alfredo Pedullà che dai microfoni di Sportitalia ha letteralmente asfaltato il CT della Nazionale Roberto Mancini. La vittoria striminzita contro Malta per 0-2 ha messo nuovamente in evidenza le contraddizioni di una gestione tecnica che stenta a trovare soluzioni affidabili per il futuro dell'Italia. "In futuro potremmo convocare altri oriundi. Leggendo queste dichiarazioni di Mancini dopo la prestazione con Malta certi discorsi sono fuori luogo. Non voglio tornare su Retegui, ma vorrei che prima di convocare altri oriundi lui si rendesse conto del materiale che c'è dentro e della valorizzazione del prodotto interno loro calcisticamente parlando come Tonali e come Zaccagni. I difensori centrali che hanno sempre giocato a quattro non giochino a tre e viceversa. Sembra una sfida, a me queste cose non piacciono molto, sarà un mio limite. In futuro potrei convocare altri oriundi è come se avesse battezzato il nostro movimento come assolutamente inadeguato. Siamo una banda di incapaci, quando lui non riesce purtroppo, e mi prendo la responsabilità di quello che dico, a valutare la meritocrazia del campionato". 

Parole pesante a cui è seguita anche una critica sulla mancata convocazione di Mattia Zaccagni, uno degli uomo più in forma del campionato. "La cosa di Zaccagni dal mio punto di vista appartiene all'anno scorso. Sono trascorsi 6 o 7 mesi e vedendo certi precedenti anche con Balotelli, queste situazioni vanno chiarite per tempo dopo cinque minuti. Non puoi tenere il broncio sette mesi dopo. E invece convochiamo altri oriundi come se il campionato non avesse espresso qualcosa di diverso che lui ha dimenticato. Preferire Emerson Palmieri a Udogie fa capire tante cose. Il Super-Ego di Mancini prevale su tutto il resto. C'è lui e il resto del gruppo"

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