header logo

Davide Frattesi si presenta ufficialmente ai tifosi della Lazio. Il classe 1999, cresciuto nelle giovanili della Roma, arriva in biancoceleste dopo tre stagioni all'Inter nelle quali ha collezionato 82 presenze e 11 gol in Serie A, conquistando due scudetti e una Coppa Italia. 

Il calciatore ha già avuto modo di far saggiare le sue qualità, risultando decisivo nelle prime due apparizioni in maglia Lazio nelle quali ha segnato i due gol decisivi per le vittorie contro Bologna e Genoa. Di seguito le dichiarazioni integrali rilasciate in sala stampa a Formello. 

Le parole di Frattesi

Sulla chiamata della Lazio: “Io stavo in barca quando mi ha chiamato il procuratore, poi dopo aver sentito Gattuso in un paio di giorni sono arrivato. Col mister ho un rapporto speciale, iniziato in Nazionale. Mi serviva un progetto come questo, sono sicuro della mia scelta e ho tanto entusiasmo e aspettative. Ho trovato un gruppo importante, un bel centro sportivo e ci sono le carte in regola per divertirsi". 

Sulla fede laziale: “Ho iniziato a fare raccattapalle, ma andavo sempre in Tevere. La mia fede laziale parte da lontano. Facevo il raccattapalle in Finale di Coppa Italia del 2013, ero vicino a Scamacca in curva Sud”. 

Sugli obiettivi: “La Lazio mi può dare tanto, sto in una società importante e ambisco al massimo. A livello personale dopo l'ultimo anno per me difficile credo sia il posto giusto per rilanciarmi e alzare l'asticella. Sono stato male anche di testa, come mi diceva la mia ragazza i soldi non sono importanti. Le cose fondamentali sono altre, cambierei tutto quello che ho in banca per passare cinque minuti con mia nonna. Obiettivo personale? Voglio portare la Lazio più in alto possibile, se la squadra fa male poi con i numeri personali non ci fai nulla”. 

Sull'Inter: “A centrocampo c'era tanta concorrenza, l'anno scorso venivo da un'operazione di ernia e quando sono entrato la testa andava ma le gambe no. Non ero in condizione, poi mi sono stirato e prima di dicembre non ho avuto continuità. In un club come l'Inter questo ritardo lo paghi e iniziare una stagione a gennaio e quasi impossibile. Il minutaggio è stato minimo e ho potuto contribuire solo con tre assist in Coppa Italia e niente in Serie A”. 

Sull'esultanza: “Ricordo l'esultanza ai cancelli di San Siro. Esulterei così anche alla Lazio, ma dipende dal momento. Intanto spero di rifare gol, è la prima cosa”. 

Sui cambiamenti da portare alla Lazio: “Sulla società non spetta a me dirlo, il centro è all'avanguardia. Ci sta anche il dentista. Non voglio fare il Messia, si deve lavorare nel quotidiano. Piccole cose che però possono aiutare tanto”. 

Su Gattuso: “Mi ha detto che mi veniva a prendere (ride). Mi ha spiegato la situazione, io sono sadico. Se ci sono sfide impossibili io arrivo subito. C'era un ambiente un po' ammosciato da riaccendere e a uno come il mister io darò sempre una mano”. 

Sul ruolo di leader: “Alessio Romagnoli era all'interno del gruppo e un punto di riferimento per tanti ragazzi. C'è una bella spina dorsale italiana, lui ha fatto una scelta e lo saluto facendogli un grande in bocca al lupo. Io voglio essere un riferimento per i giovani, non esiste che dopo tre settimane sei un leader. Abbiamo Zaccagni per questo che è bravissimo”. 

Sull'inizio: “Non mi aspettavo tutto questo entusiasmo, si chiude un cerchio. E' una bella cosa, ho bisogno di risentirmi importante. A Bologna ero a pezzi, l'entusiasmo dei tifosi mi ha dato la forza ed è fondamentale per giocare bene a calcio". 

Su Fidene: “Ci so stato ieri, mi sono mangiato un chilo di pizza con le patate (ride). A un ragazzo di 12 anni del quartiere direi di stare concentrato e avere fiducia. Se vuoi fare questo da grande, devi dare tutto. Poi può andare bene o male, ma se riesci ad entrare in questo gioco maledetto ti togli tante soddisfazioni. Alla Lazio voglio portare il sangue romano, l'ignoranza. Quello serve". 

Sulla carriera: “Volevo tornare a casa, ci pensavo. Non credevo così presto, ma da quando è morta nonna ho sentito l'importanza di tornare. Voglio godermi la famiglia, sono andato via a 16 anni e ho perso i momenti più belli con loro. Voglio recuperarli”. 

Sui tifosi: “Ti racconto un aneddoto. Durante un Lazio-Inter, Thuram mi chiese all'orecchio se qui fosse sempre così l'ambiente. Gli ho detto sì. E' impressionante l'Olimpico, spero tornerà presto. Presto per parlare di obiettivi di squadra, siamo ad agosto”. 

Lazio, Pinamonti si presenta: "Fatto di tutto per essere qui, sogno la doppia cifra". E sul derby...
Sutalo si presenta: "Pronto per giocare, sono qui per crescere e capire quanto valgo" - VIDEO