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Dalle pagine del Corriere dello Sport il tecnico della Roma Josè Mourinho ha rilasciato una lunga intervista in cui ha parlato anche della situazione arbitrale in Italia ed in Europa dopo l'arbitraggio di Taylor nella finale di Europa League. Lo Special One spiega soprattutto la gestione della comunicazione dopo i fatti accaduti nel parcheggio dello Stadio di Budapest e quanto accaduto all'aeroporto della capitale ungherese dove il fischietto inglese è stato aggredito insieme alla sua famiglia dai tifosi giallorossi.

 “Io non ho nulla a che vedere con quell’episodio - ha esordito Mourinho riferendosi a quanto fatto dai tifosi della Roma in aeroporto - è stata la reazione di un gruppo di tifosi. Con mia grande sorpresa, due giorni dopo mi è arrivato un messaggio di un amico dell’Uefa. “Amico mio – mi ha scritto – tu sei un grande del calcio ma ti do un consiglio: censura pubblicamente il comportamento dei tifosi della Roma all’aeroporto, te lo dico perché ti sono amico”. Ho risposto: “Se la Uefa o Taylor chiedono scusa ai tifosi della Roma, io critico il comportamento all’aeroporto”. Subito dopo sono andato dal club e ho detto: Da oggi e fino all’uscita della sanzione, che è già pronta, sarò io il focus di un arbitraggio triste e di un comportamento triste dei tifosi all’aeroporto. Ma ho bisogno del vostro sostegno e di una comunicazione forte”. Insomma Mourinho lamenta come la società lo abbia lasciato solo senza sostegno in una battaglia che lui reputava essere combattuta. Lo Special One poi però prosegue parlando anche di quanto accaduto in Serie A. “In Italia mi sono sentito aggredito, hanno violato la mia libertà di uomo, di uomo di calcio. Qui non sono più a mio agio. A livello istituzionale avrebbero dovuto trattarmi diversamente”. 

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