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Il direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, ha parlato in conferenza stampa a margine della presentazione dei nuovi acquisti biancocelesti. Queste le sue parole, nelle quali si è tratto anche un bilancio del lavoro fatto in estate.

Le dichiarazioni di Fabiani 

Sul voto al mercato: “Ringrazio tutti coloro che fanno parte di un gruppo di lavoro. Abbiamo fatto un mercato con molti movimenti, 12-13 uscite e 17 entrate tra prima squadra e Primavera. Un lavoro possibile solo grazie al team. Non devo dare nessun voto, il campo sarà giudice supremo. Mi auguro che questi ragazzi possano togliere quelle soddisfazioni che meritano i tifosi e la società”.

Sui tifosi: “Voglio fare un appello: al di là delle proprie ragioni, per le quali non entro nel merito, questi ragazzi hanno bisogno di voi. Vivono di emozioni, per gioire sotto la curva e non solo. So quanto ci stanno male anche i tifosi a non venire allo stadio. Nella vita a volte fare un passo indietro può significare farne due in avanti. Non voglio entrare nel merito, ripeto, ma vivo questo momento. Il calcio deve rimanere calcio e bisogna rimanere nel rettangolo di gioco. Le altre situazioni si possono discutere in altre sedi. Si possono trovare formule di convivenza. Popolo laziale, per favore non state vicino a Fabiani o a Lotito, ma state vicino alla squadra. L'amore vince sempre e forse è giunto il momento di ragionare con il cuore. I giocatori hanno scelto loro la Lazio, dico la verità quando lo annuncio. Vediamo se riusciamo a ricompattare l'ambiente. Il binomio tifoso-calciatore è straordinario e chissà se con un po' di buon senso non si possa fare qualcosa di unico”. 

Sugli svincolati: “C'è il mercato degli svincolati, il mercato non dorme mai. Ho preferito lasciare slot liberi per monitorarlo, la norma ci consente di reinserire anche Patric e Pellegrini. Aggiungo però con onestà che ci sono dei ragazzi bravissimi che non rientrano nel progetto futuro della Lazio. Gli agenti sapevano con largo anticipo l'orientamento della società”. 

Sul rapporto con gli allenatori: “Con Gattuso c'è un rapporto lineare e di grande correttezza e stima reciproca. Romagnoli? Parliamo del sesso degli angeli. Per sei mesi mi hanno prospettato un film che volevano un finale diverso da quello da me desiderato. Volevano portarlo via gratis? Hanno sbagliato società. Ieri si è chiusa un'operazione concordata. Non è dipeso da me, Gattuso sapeva che Romagnoli voleva andare via. Ha posto il veto su Cancellieri e noi abbiamo rinunciato a mandarlo in altri club. Gattuso l'ha preso la società, se un giocatore viene alla Lazio per lui io sono orgoglioso. Significa che la scelta dell'allenatore è giusta, ora è lui il nostro condottiero”. 

Sulle dimissioni e sul momento: “Nella vita tutto passa, passano i presidenti, i direttori, allenatori e giocatori. Molti di questi sono venuti meno, per età o altre scelte. Mi sono trovato in una situazione difficile, ma con passione e senso di appartenenza mi sono messo sotto a lavorare. Non mi interessano i voti, ma non ho passato un giorno di vacanza con i miei figli. Sono rimasto sempre chiuso qui a lavorare per la Lazio, per i tifosi, per tutti voi. Mi dispiace che a volte non posso rispondere alle domande dei giornalisti durante il calciomercato e per questo rimango antipatico. Per portare a casa il risultato devi avere rigore e condotta. Dimissioni? Le posso anche dare. Non sono qui per soldi, lo sapete. Sono qui per passione, ho preso un impegno che a fine anno termine. Poi sarà la società a valutare, dal mio punto di vista penso che ho fatto tutto quello che potevo fare. Comprare è facile, vendere è molto difficile. Ho detto no a 25 milioni per Gila, poi ne abbiamo presi 30”.

Sui dettami della proprietà: “Il rapporto con Lotito è molto semplice. In 14 anni che lavoro con lui non mi ha mai imposto nulla. Eventuali fallimenti sono da attribuire a Fabiani, i successi no. La Lazio farà come ha fatto sempre. Ogni anno si sente che siamo sul baratro e non si fa mercato, eppure abbiamo sempre soddisfatto gli impegni economici. La Lazio non deve soldi a nessuno, faremo come sempre fatto. Manterremo gli impegni presi”. 

Sul mercato delle idee: “E' un calcio malato, dopato da dinamiche che non voglio dire. Il calcio si fa con idee o spendendo soldi. Non mi sembra che lo scorso anno società che hanno investito il doppio della Lazio, abbiano poi fatto meglio. Se avessimo vinto la Coppa Italia staremo a parlare di altro. Vinci quel trofeo, ti cambia la vita. Siamo entrati in campo già battuti, questo ha fatto la differenza. Se non si arriva a un equilibrio di spesa ci sarà sempre questo divario. Anche alcune norme penalizzano le società, andrebbero riviste. Pensate ai vincoli, ci sono norme e cavilli obsoleti. L'unica arma che ci resta è l'intuizione, la fantasia”. 

Su Romagnoli: “Romagnoli sa il rispetto che ho per lui, se ha detto una cosa del genere mi dispiace. Avrebbe voluto? Io non vado dietro i se e i ma, ha salutato due volte la Lazio senza sottoscrivere mai contratti. L'ho ripreso dentro quando era fuori, se lui dice cose diverse non è un problema mio. Ma non credo, è un ragazzo intelligente. Sfasciare un giocattolo ci vuole poco, ricostruirlo ci vogliono anni. Servono parole positive per ricreare un ambiente positivo”. 

Su Ratkov: “Ratkov? Non posso essere contento per come è andata, staremo a vedere. Ci sono giocatori che alla Lazio sono andati male e poi hanno fatto bene altrove. Non è arrivato sotto una buona stella qui, vedremo come andrà. Era desiderato da tante squadre, è stato dato al Levante con condizioni precise”. 

Sul progetto tecnico: “In estate tutti vincono il campionato, il campo sarà giudice supremo. A conclusione della stagione tireremo le somme, non ho la sfera di cristallo. Instant team? Abbiamo creato una squadra che è un mix. Oggi c'è anche Floriani, sono molto contento sia qui. C'è un ragazzo della nostra primavera oggi titolare, ma nessuno lo dice”. 

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