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Ai microfoni di RadioSei è intervenuto l'ex centravanti biancoceleste Bruno Giordano che ha parlato della partita contro il Bayern Monaco costata l'eliminazione dalla Champions League. 

Fatto il massimo?

Si sta facendo passare la Lazio come una squadretta, quella non può essere la partita della storia. Era una partita importantissima, devi rispettare loro in quanto più forte ma una sconfitta 3-0 non può passare come se si sa fatto il nostro. Queste situazioni danno fastidio, si fa passare qualcosa sempre come un’impresa quando dovrebbe essere la normalità per la Lazio giocare queste competizioni, anche perchè ci arrivano società come Lipsia o Copenhagen. Abbiamo battuto il Feyenoord e il Celtic, quando si parla di impresa io mi trovo contro. Queste cose sminuiscono il nome e la storia della Lazio, non lo accetto minimamente. Nel calcio non si può accettare una sconfitta 1-0, figurati 3-0. Dobbiamo giudicare le partite per quello che vediamo, i se e i ma poi sono tutti a favore nostro.

La partita

Ieri credo che la Lazio potesse fare di più. Anche il Copenhagen se va lì magari ne prende 4-5 ma crea più di noi. Sembrava ci lasciassero loro degli spazi. In Champions devi fare qualcosa, non sei in Serie B. Parti da 1-0, ti devi sentire forte e giocartela. Poi se la si fa passare come un’impresa anche i calciatori la vedono così, si fanno influenzare. Sarri ha detto che all’intervallo poi ha visto una squadra morta. Se stiamo sempre nel guscio e abbiamo paura a dire di andare lì a giocarcela, questa cosa si riflette su ambiente e calciatori. Se togli Guendouzi e Felipe nel primo tempo non abbiamo fatto: al 16esimo loro stavano a tre tiri in porta. E’ un problema sia di valori che di approccio, parliamo del Bayern che è una delle prime cinque squadre al mondo e nessuno lo mette in discussione. Ma non si faccia passare la Lazio come una squadretta di quartiere, anche il Napoli ha vinto solo una coppa europea. Mentalmente bisogna cambiare, non possiamo avere sempre paura dell’avversario, partiamo sempre come una squadra di quartiere e mi da fastidio. Bisogna tirare il petto il fuori, andare più spavaldi. Nemmeno la Roma ha fatto grandi competizioni, ma solo noi andiamo timorosi. Deve partire da tutti: presidente, allenatore, giocatori e chi fa comunicazione. Se passi un ottavo non può essere una data storica, soprattutto contro un Bayern come quello di questa stagione che in difesa aveva mezzo giocatore titolare. Non puoi avere ogni anno una squadra competitiva, ma bisogna avere più considerazione di noi stessi: ogni volta che usciamo dall’Italia sembra che facciamo l’impresa. Ci vuole un po’ di sana spavalderia.

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