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La lente d’ingrandimento dell’antiriciclaggio si abbatte su Francesco Totti

La lente d’ingrandimento dell’antiriciclaggio si abbatte su Francesco Totti secondo quanto riporta il quotidiano “La Verità”. Tutto nasce da alcune “segnalazioni di operazioni sospette” fatte dall’istituto finanziario cui l’ex capitano della Roma ha affidato i suoi conti correnti. Si tratta un bonifico per un “prestito infruttifero” a favore di una pensionata residente ad Anzio la cui figlia è dipendente di Sport e Salute. Quest’ultima lo stesso giorno gira i soldi al marito che è un dipendente del Ministero degli Interni stretto amico di Totti. Il conto dell’uomo risulta quindi essere alimentato da “bonifici domestici rivenienti da società operanti nel settore delle scommesse online” come la Malta limited terrestre, la Malta limited online e la Sa.Pa. Srl. Si parla di 15 trasferimenti per 87mila euro.

A questo hanno fatto seguito altre segnalazioni sospette riguardanti due conti riferiti direttamente a Totti, un altro cointestato con l’ex moglie Ilary Blasi e l’altro con Manuel Zubiria Furest, ex team manager della A.S. Roma. Da questi conti sono partiti bonifici e staccati assegni in favore della società proprietaria del Casinò di Las Vegas e della Société financière et d’encaissement (Sfe) con sede a Monte Carlo. Tra il 2018 ed il 2020 i movimenti sono stati pari ad 1,3 milioni di euro che apparentemente sarebbero servite a finanziarie le giornate che Totti amava trascorrere nei Casinò.

L’ACCUSA

Secondo l’antiriciclaggio “permangono forti dubbi in merito alla reale destinazione del denaro inviato alle varie case da gioco internazionali” in quanto la Sfe di Montecarlo “sembrerebbe svolgere anche un’attività bancaria. Non è quindi chiaro se il denaro inviato sia destinato solo al gioco oppure ad altro”. La società in passato è stata al centro di altri movimenti poco chiari riguardanti personaggi politici.

LA DIFESA DI TOTTI

Ascoltato dall’antiriciclaggio Totti “ha riferito che trattasi di pagamenti che lo stesso effettua per le sue giornate trascorse al casinò di Monte Carlo essendo appassionato del gioco d’azzardo”. Insomma il Pupone avrebbe ammesso di essere un accanito scommettitore e che tutti i bonifici servivano proprio a finanziare un vizio altamente rischioso.