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Qatar 2022 – Milinkovic è pronto: “Dobbiamo mantenere la calma e fare meglio che in Russia. Ho scelto la Serbia perchè…”

Ai canali ufficiali della FIFA ha parlato Sergej Milinkovic Savic che è una delle stelle più attese della rassegna mondiale che è iniziata ieri. La Serbia, infatti, viene data come possibile outsider ed il Sergente potrebbe essere l’ago della bilancia che potrebbe far pendere l’ago della bilancia verso la sua nazionale.

ASPETTATIVE

“A mio parere, dobbiamo avere aspettative realistiche e mantenere la calma, come durante le qualificazioni. Dobbiamo giocare una partita alla volta e accumulare vittorie il più possibile. Ma il primo obiettivo ora è superare la fase a gironi”.

GIRONE 

“All’ultima Coppa del Mondo abbiamo avuto nel gruppo Svizzera e Brasile. Inizialmente ero deluso perché avrei voluto che le nostre avversarie fossero diverse. Ma ripensandoci, non è una cosa così negativa. Possiamo cercare di ottenere risultati migliori di quelli ottenuti in Russia. Sinceramente, non vedo l’ora di partecipare alla Coppa del Mondo. Non vedo l’ora che inizi l’organizzazione e la preparazione per questo grande spettacolo”.

MOMENTO CHIAVE

“Sicuramente la partita più importante è stata quella in Portogallo, quella che ha deciso tutto. Ma anche quella in Irlanda. Lì per tutta la partita siamo stati sopra di un gol e poi abbiamo subito una rete sfortunata, per la quale abbiamo dovuto vincere in Portogallo. Ma sono sicuro che ricorderò per sempre quella partita, perché poi abbiamo realizzato l’impossibile. È stato qualcosa che nessuno credeva potesse accadere. Portogallo? Ci sono molte cose che non dimenticherò mai. La prima è l’arbitro che fischia la fine. Il momento in cui ho visto i giocatori in panchina correre in campo e quelli in campo abbracciarsi. È qualcosa che non dimenticherò mai. I festeggiamenti sono continuati a lungo: dopo che lo stadio si è svuotato, i nostri tifosi sono rimasti nel loro settore. E poi tutto ciò che è seguito. Negli spogliatoi, sull’autobus, in albergo… È stata davvero una notte da ricordare”.

LA SCELTA DI GIOCARE PER LA SERBIA

“Sono nato in Spagna, poi ho vissuto in Austria. Mia madre è serba, mio padre bosniaco. Ma in qualche modo, facevamo sempre tutte le nostre vacanze in Serbia. Per questo ho deciso di giocare nella nazionale serba. Giocare per il proprio Paese e per la propria gente è una delle cose più importanti nella carriera di un giocatore. Sì, non avrò vissuto qui, ma dopo aver trascorso molto tempo qui con la mia famiglia, ho iniziato a sentire il bisogno di giocare per questa nazionale. Per il mio Paese”.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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