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Roma-Torino, Mourinho: “Belotti non era il rigorista. Non capisco i calciatori che…”

 Non una settimana facile in casa Roma. Dopo il caso Karsdorp, il tecnico giallorosso Mourinho è intervenuto come di consueto ai microfoni di Dazn per parlare della prestazione della squadra contro il Torino, nel match dell’Olimpico finito 1-1: “Espulsione giusta, ho detto parole da cartellino rosso. Mi sono scusato con l’arbitro dopo la partita. Del suo gioco, della sua performance, del suo influenzare la partita, non voglio parlare. Ci sono due partite di cui parlare oggi, prima e dopo il 70′: fino al 70′ i tifosi fischiavano, volevano andare a casa, si lamentavano, nei 20 minuti dopo abbiamo creato di più. Perché? La risposta è facile. Quando uno come Paulo Dybala non gioca le cose sono diverse. La difficoltà c’è quando non abbiamo uno come lui e come Pellegrini. Altre squadre hanno giocatori meravigliosi. Individualmente è momento di riflessione e autocritica per qualche giocatore, la farò anche io. 

PROBLEMI

Con tutti questi problemi dell’ultimo periodo posso dire che comunque siamo una squadra unita, con grande spirito, dopo i due pali e il rigore sbagliato la partita non è morta, ma ha proseguito fino alla fine, non è scontato che accada. Io chiamo questi 20 minuti ” i 20 minuti della speranza”, di avere Paulo, Pellegrini, di averli tutti insieme. Tahirovic? Non abbiamo milioni e milioni per fare acquisti, ma gli faccio i complimenti perché è il suo debutto e l’ha fatto bene. 

MENTALITA’

La mentalità la fanno i giocatori. Si parla tanto di culture di club, tifosi, città, secondo me si costruisce coi giocatori. 

BELOTTI

Belotti non era il rigorista. Non dico chi avrebbe dovuto esserlo al suo posto, ma non era il rigorista scelto. Il problema non è sbagliare un rigore, il problema c’è quando dai meno di quello che puoi dare. Non capisco i calciatori che non fanno del calcio la priorità nella vita”.

Michela Santoboni

Divento giornalista nel 2017 scrivendo di calcio, soprattutto di Lazio, in un sito che mi ha insegnato molto. La Lazio è la mia passione da sempre, ma soprattutto da quando a 8 anni mio padre mi porta in Curva Nord per la prima volta. Approdo a Noibiancocelesti.com nel luglio 2020, ed insieme ai colleghi affronto trasferte in tutt'Italia e in mezz'Europa. Finisco pure a Riyad, Istanbul, Mosca.

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