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Feyenoord – Lazio, le pagelle: Milinkovic un ectoplasma, Sarri sbaglia i cambi

LE PAGELLE DI FEYENOORD – LAZIO

Provedel: 6 Vola sul destro di Paixao che è l’unica vera parata della serata. Per il resto compie un lavoro di ordinaria amministrazione fino al gol sul quale viene travolto da Patric e sembra essere esente da colpe.

Lazzari: 4,5 L’espulsione con lo Sturm Graz e l’occasione fallita contro contro il Feyenoord sono errori che pesano moltissimo in ottica qualificazione. La sua ammonizione ingenua costringe Sarri a cambiarlo all’intervallo facendo intuire che non è ancora pronto mentalmente per questa competizione.

Marusic (dal 46′): 6 fa il suo soprattutto perchè deve vedersela con Difrlosun che è il più vispo dei suoi. Accompagna poco in fase offensiva, ma sia Basic che Vecino non riescono mai ad aprirgli varchi tali da metterlo in condizioni di aggredire.

Patric: 5 Scivola al primo minuto aprendo le porta a Danilo che fallisce una buona occasione. Non si scompone e gioca una gara pulita fino al gol decisivo del Feyenoord dove pecca di esperienza e si fa spostare, anche se fallosamente, da Gimenez. A fine gara reagisce ad un fallo e fa solo perdere tempo alla squadra.

Casale: 6 Uno dei migliori in campo con la sua fisicità e sicurezza che sembra essere insolita per un giocatore così giovane. Sembra non subire il peso della partita ed anche nel finale convulso rimane uno dei più lucidi e concentrati.

Hysaj: 5 Gioca una gara in sofferenza dove prova anche a dare un apporto offensivo senza grande fortuna. Anche quando viene spostato a destra le cose non cambiano e rimane troppo poco aggressivo.

Marcos Antonio: 6 Una delle poche note positive della serata. Il brasiliano non teme il pressing degli olandesi e gioca un’infinità di palloni di prima senza commettere grandi errori. Un piccolo passo avanti per il suo inserimento anche perchè la sua uscita dal campo priva la squadra della sua brillantezza che poteva rimanere utile nel finale.

Cataldi (dal 66′): 5,5 Entra per l’assalto finale, ma non riesce a cucire gioco. Le colpe non sono solo le sue perchè i compagni sembrano un pò intimoriti dal peso della gara.

Milinkovic: 4,5 Gara orribile del Sergente che sembra un ectoplasma soprattutto nel secondo tempo quando la sua personalità sarebbe servita a tirare fuori la squadra dalle sabbie mobili. Sembra anestetizzato dal cartellino giallo di Manganiello che lo ha tirato mentalmente fuori anche da questa gara dove ha commesso tanti errori anche impensabili.

Basic: 5 Giocatore monodimensionale che al momento non ha lasciato traccia in questa esperienza italiana. Ci mette fisico ed intensità che però non sono sufficienti anche perchè con la palla tra i piedi sembra non avere mai un’idea su come essere pericoloso. Si limita a passare il pallone all’indietro al compagno libero, ma troppo poco per gare come questa.

Cancellieri: 4,5 ha su suo sinistro un buon pallone che potrebbe finalizzare meglio. Rimane l’unica giornata degna di nota in un ruolo che dovrebbe essergli più congeniale. Troppo morbido sul contrasto che perde da cui nasce il gol vittoria e soprattutto una mancanza di coraggio in un paio di occasioni a campo aperto quando avrebbe potuto puntare il diretto avversario.

Luka Romero (dal 79′): sv Pochi minuti in cui sembra vispo, ma dove riesce a farsi espellere con due gialli in 30 secondi.

Felipe Anderson: 5 Inizia alla grande involandosi due volte in porta dopo aver rubato due palloni. Nella prima occasione il portiere olandese riesce a deviare il pallone di quel tanto da mandarlo sulla traversa. Ad inizio ripresa avrebbe potuto mettere la pietra tombale sulla qualificazione, ma fallisce un contropiede in maniera banale.. Non gli manca però il coraggio di continuare a lottare fino all’ultimo minuto su ogni pallone ed è l’unico pericoloso degli attaccanti schierati in questa serata.

Zaccagni: 5 Viene martirizzato dal terzino olandese che lo stende in almeno 4 occasioni. Si lascia innervosire dall’arbitraggio del direttore di gara e rimedia un giallo evitabile. In campo però non riesce mai a mettersi in luce quando ha la palla tra i piedi e viene giustamente sostituito.

Pedro (dal 62′): 5 La sue entrata doveva dare quella qualità e personalità di cui la Lazio ha bisogno. Lui però non fa molto meglio del suo predecessore e sbaglia quei pochi palloni in cui potrebbe creare dei pericoli alla porta avversaria.

Sarri: 5 La squadra gioca una gara attenta in cui non merita il risultato finale. Sulla qualificazione pesano però alcuni errori di valutazione in alcune gare tra cui quella in Danimarca che hanno condizionato la qualificazione. Quest’oggi non riesce a cambiare l’inerzia della gara con i cambi che non fanno altro che peggiorare la situazione.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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