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Nations League, Immobile: “Ritiro dalla nazionale? Non potevano essere gli altri a decidere…” – VIDEO

In vista della sfida di Nations League tra Italia ed Inghilterra ha parlato in conferenza stampa dal ritiro azzurro di Coverciano Ciro Immobile. L’attaccante che torna a disposizione di Roberto Mancini dopo l’eliminazione nelle qualificazioni ai Mondiali di Qatar 2022 ha spiegato i motivi che lo avevano portato a pensare al ritiro dalla Nazionale ed a quelli che lo hanno fatto ricredere.

“Ho dovuto mettere un freno. Ho capito che non potevano essere gli altri a decidere del mio ritiro dalla nazionale. Grazie anche al club ho deciso che avevo ancora tanto da dare. Il Mondiale è lontano, l’età avanza certo, ma se la mia condizione sarà questa so che potrò dare ancora qualcosa. Ho pensato al ritiro per la delusione dovuta alla mancata qualificazione al Mondiale e per le critiche molto forti. Sono due cose che ti segnano. Io, però, col passare delle settimane ho capito che non potevano essere gli altri a decidere del mio cammino, a decidere il ritiro al posto mio. Ovvio, queste cose ti segnano, ti fanno pensare. Io credo Mancini non abbia mai avuto il dubbio sul mio ritiro, ne ho parlato molto con la mia famiglia e alla fine ho deciso di continuare”.

Immobile poi ha fatto il punto sugli attaccanti che Roberto Mancini ha a disposizione.

“Scamacca, Pellegri, Pinamonti sono giovvani. Raspadori ha fatto già l’Europeo con noi e lo valuto già un mezzo veterano. Gianluca ha deciso di andare in Premier, una scelta difficile e bisogna dargli tempo. Devono segnare col club per poi avere fiducia anche in Nazionale. Il ruolo di attaccante deve avere più continuità rispetto agli altri ruoli e avere continuità vuol dire fare tanti gol sempre. Meglio fare 5 stagioni da 15 che una da 30. Io però guardo sempre ai migliori che fanno gol sempre. I giovani attaccanti devono porsi questo obiettivo, fare tanti gol sempre per aiutare la squadra”.

L’attaccante della Lazio ha poi puntato il dito verso se stesso ed il suo ruolo in questa nazionale.

“Se sono un leader? Sì e mi sento anche in dovere di dare qualcosa al gruppo, fuori e dentro al campo. E’ ciò che mi porto dietro visto che ssta avvenendo questo cambio generazionale. Ci sono tanti giovani e il calcio italiano ha bisogno di qualcosa in più, ma deve partire da noi. Ringrazio il mister per le parole. Io ho fatto la gavetta e i giovani di oggi devono iniziare a fare quello, io sono partito dal Sorrento e ho fatto tutta la trafila. Oggi vista la pressione sui giovani si velocizza questo percorso e non gli si dà tempo di crescere. Dobbiamo dare ai giovani tempo e modo di potersi esprimere, probabilmente nel club è un po’ più semplice. Dobbiamo avere un po’ più di pazienzaQuando una squadra vince deve essere subito brava a ritrovare l’entusiasmo e oggi quello un po’ manca. Probabilmente con l’arrivo di nuovi giocatori, con la conferma del mister e di tutto lo staff, deve dare fiducia e morale”.

Immobile ha poi posto l’attenzione anche al nuovo corso di Roberto Mancini che al momento è contornato da più di qualche dubbio.

“Serve un po’ di entusiasmo che in questo momento manca. Tra poco si giocano i Mondiali e purtroppo noi non ci saremo“. 

Immobile inoltre ha fatto i conti oltre che con le critiche anche con le offese sui social seguite all’eliminazione dai Mondiali.

“Credo si debbano denunciare gli haters, soprattutto per quanto riguarda le cattiverie gratuite. Mi sono arrivati bruttissimi messaggi sui miei figli e su questo bisogna mettere un freno. In tutto il mondo social, non solo in quello sportivo, c’è scritto di tutto. Probabilmente è difficile risalire, a volte sono profili falsi, se la UEFA si sta muovendo è giusto riportarlo anche in Italia“. 

L’obiettivo si sposta al Mondiale del 2026.

“Sì sì, è uno degli obiettivi che mi sono posto. Io sono sempre stato uno senza limiti, cerco sempre di andare avanti e guardare al futuro con fiducia e positività. Questo mi ha spinto a fare cose eccezionali oltre alle mie qualità tecniche. Per questo non mi spiego questi miei momenti in Nazionale, questa è stata un po’ la difficoltà negli ultimi anni. Alla Lazio non potevo fare di più, purtroppo in Nazionale i numeri sono più bassi ma anche qui ho sempre dato il massimo».

Non poteva mancare una considerazione sul modulo e sul modulo e sul modo di giocare di Roberto Mancini.

“Qualsiasi sia la scelta del mister per me va più che bene. Forse alla Lazio ho più margine di errore e fa rosicare il fatto che ho vinto 4 classifiche marcatori e poi con la Nazionale segno meno. Me lo chiedo tutti i giorni proprio perché voglio sempre migliorare e dare il massimo, a volte voler strafare ti porta a fare grosse cavolate. Io ho sempre sentito la fiducia. Non mi hanno dato tanto fastidio le critiche, ma essere accreditato come l’attaccante per la mancata qualificazione al Mondiale e non quello della vittoria dell’Europeo. Questa diversità di vedute non mi è piaciuta, fa un po’ ridere, ma si accetta anche questo e si va avanti

La gara di San Siro contro l’Inghilterra.

“Visto il precedente personale di Italia-Svezia non ho un buon ricordo. Mi aspetto una gara dura contro l’Inghilterra, sarà per loro una delle ultime gare di preparazione al Mondiale, ma noi sappiamo di dover dare qualcosa alla nostra gente che è delusa per la mancata qualificazioneLa Nazionale nei momenti difficili fu un punto di unione per tutti, durante l’Europeo abbiamo visto come l’Italia si è unita… Da lì dobbiamo ripartire, gli italiani devono avere quel ricordo nelle loro menti e avere fiducia in noi. Questo è un punto di partenza importante senza dimenticare le delusione, che inevitabilmente rafforzano”

Immobile ha poi commentato la mancata convocazione di Zaniolo e Zaccagni.

“Credo il mister abbia fatto delle scelte non so se collegate a quanto successo a giugno. Zaccagni l’ho visto in ritiro e mi disse del problema fisico a giugno. C’era stata un po’ di polemica, ma è follia pensare che qualcuno voglia scappare da Coverciano. Ho visto gli occhi di Provedel quando è arrivata la convocazione e mi ha ricordato me quando è arrivata la convocazione”.

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