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EDITORIALE: Lazio – Verona, cronaca di una domenica perfetta

La domenica di Lazio – Verona si può definire perfetta per il tifoso della Lazio. La squadra doveva essere messa alla prova in quello che è stato il punto debole della scorsa stagione ovvero le gare in campionato post Europa League. C’erano inoltre da far fronte ad alcune assenze importanti come Pedro, Romagnoli e Cataldi. L’avversario, inoltre, era tra i più scomodi in quanto la scorsa stagione la Lazio soffriva maledettamente le squadra che attuavano una pressione uomo contro uomo a tuto campo. Contro l’Atalanta di Gasperini, il Verona di Tudor ed il Torino di Juric la Lazio non era riuscita a vincere nessuna delle 6 gare rimediando 5 miseri punti. Se a ciò aggiungiamo anche delle condizioni del campo abbastanza precarie eravamo di fronte ad una serie di piccoli Everest da scalare in una sola partita.

Tutto, invece, è stato perfetto dalle scelte del tecnico che ha dato fiducia dal primo minuto a Marcos Antonio e Casale che hanno disputato un’ottima gara. Il centrale difensivo all’esordio stagionale ha tenuto bene il campo e col passare dei minuti ha acquistato anche sicurezza. Nella ripresa poi è stato perfetto non concedendo mai spazio agli attaccanti del Verona per tirare a rete. Il brasiliano ha messo in mostra le sue caratteristiche, giocano parecchi palloni con grande maestria tecnica nonostante la marcatura asfissiante di Lazovic. Niente voli pindarici o giocate mirabolanti, ma tante piccole cose utili anche in fase difensiva. Il resto poi lo hanno fatto i tenori di questa squadra a cominciare da Sarri che ha gestito ottimamente l’ingresso in campo di Luis Alberto che ha cambiato il volto della partita. Per passare poi all’ingresso di Vecino che in quel momento a mezz’ora dalla fine ha dato quella fisicità che serviva alla squadra per recuperare palloni e ripartire. I gol come spesso accade sono frutto delle giocate dei migliori con Milinkovic che inventa per Immobile e Zaccagni che va a gettare le ultime energie fisiche in uno scatto per consentire poi a Luis Alberto di chiudere il match. Una domenica perfetto chiusa con l’abbraccio tra i calciatori ed i tifosi che ieri erano sugli spalti dello Stadio Olimpico.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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