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Lazio – Verona, le pagelle: Immobile unico, ma Sarri legge tutto in anticipo

LE PAGELLE DI LAZIO – VERONA:

Provedel: 6,5 Il Verona non arriva mai pericolosamente dalle sue parti. Il suo compito è quindi quello di uscire sui palloni alti e rinviare con i piedi verso il giocatore più libero. Si fa trovare pronto sul finale di gara quando il Verona tira in porta per la prima volta nella ripresa. Non un grande intervento ma di certo rimane concentrato fino alla fine.

Lazzari: 6,5 Deve vedersela a tutto campo con Doig che è praticamente la sua custodia. Nonostante la differenza di stazza lo scozzese tiene a livello di velocità, ma lui riesce comunque a trovare il varco giusto per creare dei pericoli in avanti. E’ artefice della pressione che porta a recuperare il pallone d cui nasce il gol di Immobile. Si deve arrendere ad un problema fisico che speriamo non sia di rilevante entità.

Hysaj (dal 75′): 6 Entra con grande vivacità ed avrebbe ache un paio di occasioni per mettersi in mostra in avanti. Da un suo eccesso di sicurezza nasce l’unica mischia pericolosa che poteva diventare pericolosa.

Patric: 6,5 Lasagna prova a partirgli in velocità in un paio di occasioni senza però mai trovare lo spazio per rendersi pericoloso. Stessa cosa quando si sposta su Henry che ci prova con il fisico, ma anche lui non la becca mai e si propone anche come leader difensivo in assenza di Romagnoli.

Casale: 6,5 Sarri gli regala l’esordio in campionato proprio contro la sua ex squadra. Inizialmente ha un pò di ruggine e si vede, ma col passare dei minuti si scioglie e non concede spazio agli attaccanti scaligeri. Piace anche per la velocità che mette in mostra in un paio di situazioni che hanno aiutato la squadra a non essere messa in difficoltà.

Marusic: 6 Gara di sostanza in cui non ha guizzi offensivo se non a metà ripresa quando crea una palla gol clamorosa per Luis Alberto. Bravo a non lasciarsi attrarre fuori posizione dai movimenti degli esterni del Verona mettendo in mostra dei miglioramenti anche dal punto di vista tattico.

Marcos Antonio: 6,5 Si prende subito in mano le chiavi del centrocampo cercando di non strafare. Gioca sempre in sicurezza mettendo in mostra le sue doti tecniche di palleggio. Bravo anche a sbrogliare un paio di situazione complicate in mezzo al campo ed in area di rigore dove mette in mostra un grane senso della posizione. Viene sostituito per ragioni di punteggio, ma non demerita affatto.

Vecino (dal 65′): 6,5 Mette fisicità in un momento in cui l’ordine serve a poco. Si mette in posizione centrale che non è il suo ruolo preferito, ma lo svolge alla sua maniera soprattutto dopo il gol del vantaggio. Ilic lo prova a puntare in un paio di occasioni, ma da li non si passa sia palla al piede che con palla alta. Nel finale recupera il pallone da cui nasce il raddoppio di Luis Alberto.

Milinkovic: 6,5 Giocatore misterioso e straordinario. Si vede poco in campo per un’ora dove prima Veloso e poi Tameze gli si mettono a ringhiare sulle sue caviglie. Soffre il pressing avversario e s’innervosisce perchè non gli riescono le sue giocate. Poi decide di vincerla e dal suo piede fatato nasce il gol di Immobile che pesca sul secondo palo con un cross tanto preciso quanto geniale. E’ la giocata che cambia la partita che lo porta a 4 assist in campionato in 6 partte.

Basic: 5,5 Vince il ballottaggio con Vecino e Luis Alberto, ma non sfrutta l’occasione. Gioca una gara dove sfiora il gol del vantaggio con un gran tiro deviato sul palo da Montipò che però non lo porta alla sufficenza. Tanti errori in fase di palleggio e sempre quella sensazione di precarietà nelle giocate. Anche dal punto di vista fisico soffre la pressione di Ilic che lo oscura quasi sempre.

Luis Alberto (dal 54′): 7 Alla fine della stagione dovrà ringraziare Sarri che lo sta gestendo come meglio non si potrebbe. Il tecnico toscano lo lancia nella ripresa quando i ritmi sono scesi e le gambe dei giocatori del Verona cominciano ad avere meno energie. Si mette al servizio della squadra e riesce a ritagliarsi lo spazio giusto per segnare un gol bello e importante soprattutto per il suo umore.

Felipe Anderson: 6 Tanta difficoltà nel riuscire a trovare lo spazio giusto per puntare il diretto avversario. Avrebbe una buona occasione ad inizio gara ma il suo tiro finisce troppo alto. Leggerino in qualche contrasto si vede che ha meno energie rispetto agli altri visto che ha giocato più di tutti in questo inizio di stagione.

Cancellieri (dal 64′): 6,5 Entra con la voglia di spaccare il mondo e questo è un dato positivo per le occasioni che riesce a procurarsi ed un dato negativo per la mancanza di lucidità in alcune occasioni. Segna ma il Var e pochi centimetri gli negano la gioia di esultare sotto la curva nord.

Immobile: 7 Crisi è una parola che lo motiva e lo fa diventare ancora più forte di quanto già è. Segna un gol da attaccante vero andando a capire prima dove Milinkovic avrebbe messo il pallone. Si sbatte come sempre per tutti i 90 minuti e dimostra ancora una volta che lui è utile anche in altri frangenti di gioco che lo rendono un attaccante unico nel suo genere.

Zaccagni: 6,5 E’ il più vispo del tridente offensivo e praticamente fa ammonire i due marcatori che si alternano su di lui. Avrebbe anche la possibilità di rendersi pericoloso in un paio di occasioni, ma eccede in generosità. Va a lavorare anche con l’ultima goccia di energia l’ultimo pallone che porta al gol di Luis Alberto dimostrando una crescita anche dal punto di vista fisico.

Sarri: 7 La partita è di quelle scorbutiche che non vorresti in una domenica così calda dopo una giovedì di coppa. Il Verona in pratica è una macchina di falli che punta a distruggere il gioco della Lazio più che a crearne. Lui capisce tutto in anticipo ed incastra perfettamente i giocatori in campo. I cambi ancora una volta cambiano il volto della gara e fanno salire la pericolosità a dismisura. Il punteggio poteva essere più importante, ma la superiorità nella ripresa è stata schiacciante.