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Lazio – Feyenoord, le pagelle: Vecino da dominatore, Romagnoli leader

LA PAGELLE DI LAZIO – FEYENOORD

Provedel: 6,5 Primo tempo inoperoso in cui al suo posto ci sarebbe potuto essere anche uno spaventapasseri. Nella ripresa gli arrivano un pò da tutte le parti, ma lui rimane concentrato e fa il suo senza sbagliare.

Hysaj: 6,5 Più vivace e pimpante del solito, sembra essere una valida alternativa in questa stagione. Ha una gran voglia di meritare la fiducia della società riscattando la prima stagione deludente. Gioca molto bene in entrambe le fasi anche se gli manca un pò di attenzione in alcuni frangenti in cui si potrebbe anche buttare il pallone.

Gila: 6,5 La sua scivolata al minuto 88′ ha fatto venire i brividi a tutto lo stadio. Salvato dal Var non si può però nascondere come il suo esordio da titolare sia stato positivo soprattutto per la fisicità che può dare ad un reparto che è abbastanza leggerino.

Romagnoli: 7 Mette la museruola a Danilo che non la vede mai e con i suo piede trova le geometrie giuste per mandare in tilt i tentativi di pressing degli olandesi. Bravo anche sui palloni aerei che vengono spesso calamitati dal suo capoccione. Sarri gli risparmia l’ultimo quarto d’ora, ma fino ad oggi sorprende per la naturalezza con cui si è inserito al centro del reparto difensivo.

Patric (dal 72′): 6 Pochi minuti quando serve palleggiare per sfiancare i volenterosi avversari.

Marusic: 6,5 Gioca un’ora ad altissimi livelli non mostrando segni di cedimento dopo la zuccata di Lozano. Insieme a Zaccagni mette a ferro e fuoco la difensa del Feyenoord da quella parte da cui nascono occasioni gol in serie. Cala visibilmente dopo il quarto gol della Lazio come molti dei suoi compagni e Sarri decide di toglierlo per non correre pericoli.

Radu (dal 74′): 6 Esordio stagionale per non correre pericoli di cali di tensione.

Cataldi: 7 Si prende in mano il bastone da direttore d’orchestra e nel primo tempo suona le danze di una squadra che domina il campo in lungo ed in largo. Trova con continuità le giuste traiettorie per innescare le mezzali e gli esterni. Abile come gli chiede Sarri a difendere andando in avanti a ringhiare sulle caviglie degli avversari. Nella ripresa non perde la bussola quando cala la tensione e Sarri non lo sostituisce.

Vecino: 8 Si iscrive subito al referto della partita con un assist di pregevolissima fattura per Luis Alberto. E’ solo il preludio di una serata da dominatore dove riesce a segnare il primo gol in maglia biancoceleste con un tap in da opportunista. Nemmeno il tempo di esultare che nella ripresa trova lo spazio giusto per fare doppietta, ma non contento chiude il match commettendo un fallo da rigore abbastanza ingenuo che gli costa mezzo voto in pagella.

Milinkovic (dal 68′): 6 Pochi minuti non indimenticabili in una gara ormai in ghiaccio.

Luis Alberto: 7 Segna un gol su assist al bacio di Vecino e sembra essere in una di quelle serate in cui vede un calcio che non esiste. Trova la traversa direttamente da calcio d’angolo, ma rende godibile ogni tocco di palla trovando Zaccagni e Marusic che lo assistono come non mai in questa stagione. Eccede un pò troppo in alcune leziosità soprattutto a risultato acquisito, ma ha il tempo di fornire un assist a Vecino restituendo il favore del primo tempo.

Basic (dal 68′): 6 Entra nel momento in cui la squadra sembra staccare la spina anche se non gli si possono dare colpe specifiche.

Felipe Anderson: 7 Segna la rete del 2-0 con un movimento dei suoi in velocità complice anche una incertezza dell’estremo difensore del Feyenoord. Anche se stavolta la Lazio produce più dalla parte sinistra lui si lascia apprezzare anche per la continuità durante la partita in cui è uno degli ultimi a mollare gli ormeggi.

Immobile: 6,5 Cerca il gol che gli consentirebbe di andare in testa ai marcatori europei della Lazio di tutti i tempi. Si divora una grande occasione a metà ripresa, ma in precedenza oltre all’assist per Felipe Anderson riesce a calamitare le attenzioni dei difensori olandesi che per marcarlo lasciano delle praterie alle spalle.

Cancellieri (dal 68′): 6 Avrebbe spazio e tempo per iscriversi al tabellino dei marcatori, ma fallisce un paio di opportunità favorevoli che dimostrano come la strada sia ancora lunga, ma con le sue doti tecniche può farcela.

Zaccagni: 7 E’ ispirato come non mai in questa stagione e praticamente asfalta Pedersen nel primo tempo che non lo prende mai. Sfonda ripetutamente sulla sinistra ed è artefice dell’azione che porta al terzo gol di Vecino. Bravo nella ripresa quasi a prendersi la squadra per mano quando sul pressing degli olandesi in molti sbagliano la misura del palleggio.

Sarri: 7 La sua squadra si abbatte sui vice campioni di Conference League che potrebbero stare sotto di 6 reti al 60′ se la mira dei suoi attaccanti fosse più precisa. La Lazio del primo tempo è un concentrato di tecnica e sincronismo che fa stropicciare gli occhi. Il finale di gara lascia però capire come all’interno della stessa partita i suoi ragazzi possono calare a livello mentale troppo repentinamente. C’è da dire che azzecca la formazione iniziale con tutte le sue scelte che vengono premiate.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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