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EDITORIALE – La Società batta un colpo e supporti Sarri nelle sedi opportune

EDITORIALE – E’ passata una nottata dalla sconfitta contro il Napoli che ha fatto riemergere di nuovo malumori nell’ambiente che fino al gol di Gabbiadini sembrava stranamente sereno e compatto. Quanto accaduto in campo lo abbiamo visto tutti e forse ci è servito per portare di nuovo con i piedi per terra una squadra che a Genova era sembrata supponente nella gestione della partita. Questo però non può farci dimenticare quanto fatto dai direttori di gara in quest’inizio di stagione. A cominciare tutto era stato Luca Massimi che aveva espulso Soumaoro dopo avergli concesso di legnare per quattro volte i giocatori biancocelesti. A Torino Piccinini aveva stranamente concesso di battere al Torino un fallo laterale in zona pericolosa oltre il termine dei tempi regolamentari tenendo in considerazione i 30” di recupero per l’ammonizione di Lazzari avvenuta nel recupero. Nemmeno il tempo di recuperare il pallone che la Lazio veniva fermata in contropiede prima che scadesse il recupero extra. Un semplice “Ma come fai di Milinkovic” è stato punito con un giallo a testimonianza di questa strana insofferenza. Contro l’Inter Fabbri era riuscito nell’impresa di non ammonire Barella e Dumpries artefici di entrate oltre il limite del regolamento. Nel finale la mancata concessione del calcio di rigore in favore di Ciro Immobile per un calcione sulla rotula di Darmian è stato cancellato dalla prodezza di Pedro. Uno scempio calcistico vero e proprio quello di Fabbri che è tornato in campo ieri sera in occasione della gara contro il Napoli. Stavolta seduto in sala Var il buon Fabbri non ha ritenuto opportuno richiamare Sozza quando Mario Rui ha pensato bene di assestare una gomitata in faccia a Lazzari. Un episodio tanto eclatante tanto da far scattare in conferenza stampa il tecnico della Lazio Sarri.

“Quest’anno è evidente che siamo sui coglioni agli arbitri” ha dichiarato il tecnico toscano che ha poi rincarato la dose. “Qualcuno ce lo ha anche detto perchè dopo la partita con il Bologna dove siamo andati in eccesso di proteste, nella partita successiva già nel sottopassaggio c’è stato rinfacciato questo e c’è stato fatto capire che la partita sarebbe stata difficile”.

Frasi molto forti che meritano una profonda riflessione da parte della Società e del Presidente Lotito che deve supportare il tecnico in questa situazione. Se quello che ha narrato Sarri corrispondesse al vero saremmo di fronte ad un chiaro condizionamento della classe arbitrale che mina la credibilità dell’intera classe arbitrale. Le evidenze del campo portano a pensare a come ci sia un utilizzo di due pesi e due misure nei confronti dei giocatori della Lazio e di quelli delle avversarie. In cinque gare le squadre che hanno affrontato la Lazio hanno subito tre ammonizioni di cui due di Soumaoro ed una di Brozovic per proteste. Serve ora una presa di posizione importante e non necessariamente pubblica che però rassereni gli animi dei direttori di gara quando vengono a dirigere la Lazio. Bisognerà poi toccare i tasti giusti anche con la squadra affinché quella rabbia vista ieri in campo si trasformi in maggiore cinismo perchè poi a nostre spese abbiamo visto come le sceneggiate come quelle di Quagliarella a Genova condizionano le decisioni di chi deve assumere delle decisioni. Una mancata presa di posizione sarebbe un autogol clamoroso perchè delegittimerebbe le rimostranze del tecnico e della squadra che nel post partita hanno avvertito tutto il sapore dell’ingiustizia.