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Infortunio Wjnaldum, una vergogna senza limiti alla decenza: offesa la memoria di Guerini (FOTO)

Dopo la notizia dell’infortunio di Wijnaldum accaduto ieri nel corso dell’allenamento a Trigoria, si sono scatenate tensioni in casa Roma, con le offese dei giallorossi al “colpevole” Felix Afena Gyan, e la goliardia dei tifosi avversari, specialmente di quelli biancocelesti. In risposta ai celebri striscioni contro Gascoigne, o del più recente infortunio al dito di Lulic, fino ai muri di Anzio dove si leggeva: “Romagnoli come Zanardi” o “Romagnoli laziale presto il tuo funerale”. Una goliardia che può generare una risata, o sdegno, a seconda della sensibilità di ciascuno. Ma i protagonisti delle vicende raccontate sono tutti vivi ed in salute, per fortuna.

Le offese a Guerini

Ci sono situazioni in cui si supera davvero il limite della decenza e del rispetto. Si va oltre la vergogna che si dovrebbe provare al sol pensiero di aver avuto in mente di dire o scrivere certe oscenità. Una vergogna che però qualcuno probabilmente non prova. E così sui social arrivano anche le offese alla memoria di un ragazzo morto a 19 anni in un incidente d’auto sulla Togliatti. Un po’ come accade spesso alla famiglia Paparelli, costretta dopo 40 anni a leggere ancora frasi shock che sporcano la memoria di Vincenzo, ammazzato mentre mangiava un panino allo stadio con la moglie. Ma torniamo a Daniel Guerini: sui social, sotto le immagini di scherno per l’infortunio del neo acquisto giallorosso, qualcuno ha pensato che fosse divertente rispondere con frasi come: “Dai che Guero mi sa che è vivo”, e “Guero ti saluta”. Una cattiveria totalmente gratuita verso una famiglia che ha già sofferto enormemente e che non meritava davvero di dover leggere.

Michela Santoboni

Divento giornalista nel 2017 scrivendo di calcio, soprattutto di Lazio, in un sito che mi ha insegnato molto. La Lazio è la mia passione da sempre, ma soprattutto da quando a 8 anni mio padre mi porta in Curva Nord per la prima volta. Approdo a Noibiancocelesti.com nel luglio 2020, ed insieme ai colleghi affronto trasferte in tutt'Italia e in mezz'Europa. Finisco pure a Riyad, Istanbul, Mosca.

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