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Lazio – Bologna, le pagelle: Follia Maxiamiano,Lazzari maestoso

LE PAGELLE DI LAZIO – BOLOGNA:

Maximiano: 2 Commette un’assoluta follia lasciando la Lazio in inferiorità numerica. La sua uscita è tanto incomprensibile quanto sconsiderata e bagna l’esordio come peggio non si poteva.

Provedel (dal 5′): 7,5 Salva il risultato appena entrato su De Silverstri con un’uscita alla disperata. Mostra grande padronanza della situazione anche con i piedi anche se non è molto impegnato durante tutta la gara. Si fa trovare pronto nel finale con una deviazione non banale verso l’esterno che non consente un comodo tap in a Barrow ben appostato.

Lazzari: 8,5 Soffre l’intraprendenza di Cambiaso per i primi minuti, ma poi prende le misure e argina ogni velleità offensive dei felsinei sul suo lato di competenza. Allo scadere del primo tempo riequilibra la situazione numerica in campo con uno spunto in velocità impressionante in cui pizzica il secondo giallo di Soumauro. Capovolge totalmente l’inerzia della gara con una percussione devastante da cui nasce la carambola che porta all’autorete di De Silvestri e non contento salva un’opportunità colossale per il Bologna con u recupero maestoso.

Hysaj (dal 82′): 6,5 entra tra i fischi del pubblico, ma gioca una decina di minuti di intensità accettabile andando a recuperare un apio di palloni nella metà campo offensiva. Sembra più vivace rispetto alla scorsa stagione.

Patric: 7 La gara si mette subito in salita, ma lui riesce a gestire la fase difensiva come meglio non si potrebbe nonostante il nuovo compagno di reparto. Insieme a Romagnoli mettono la museruola ad Anrautovic che non la vede quasi mai. Riesce a indirizzare sull’esterno Sansone verso la fine del primo tempo disinnescando la possibilità del raddoppio degli ospiti.

Romagnoli: 7 Esordio in grande spolvero per il tifoso giocatore. Non tradisce emozioni nemmeno in inferiorità numerica andando a chiudere ogni varco con grande intelligenza. Tanti anticipi ed un’ottima intesa con Patric hanno costruito una cerniera che ha lasciato poco e niente al Bologna nonostante l’uomo in meno. Nella ripresa dopo 5′ minuti di sofferenza prende le misure ad Arnautovic che se lo sognerà anche di notte.

Marusic: 6,5 Qualche uscita a vuota, ma anche tanta fisictà in una gara dove la spada serviva più del fioretto. De Silverstri si rende pericoloso in una sola occasione mentre Sansone e Soriano praticamente mai anche se provano a portarlo fuori posizione. La sua fase offesniva è praticamente nulla, ma serve ad equilibrale quello che fa Lazzari dalla parte opposta.

Cataldi: 6 Gara ordinata dove ha il compito di cercare di cucire il gioco di una squadra che subisce lo shock di un’espulsione ad inizio gara. Poche opportunità di lanciare in profondità visto che la squadra è molto schiacciata nella metà campo difensiva. Lotta in mezzo al campo ma va in difficoltà sul palleggio insistito degli ospiti vista anche la gamba ancora non certo delle migliori.

Luis Alberto (dal 64′): 6,5 Da una sua azione tanto caparbia quanto stranamente insistita nasce il gol vittoria. Viene schierato da playmaker per necessità e si vede che va un pò in difficoltà soprattutto nella fase difensiva dove perde le distanze a volte. Piace però l’atteggiamento che premia la scelta del tecnico di lanciarlo in campo quando non sembrava essere la sua gara.

Milinkovic: 6,5 Si vede che gira ancora a regime ridotto, ma quanto si accende si vede che gioca un altro calcio. Ci mette un pò a trovare l’intesa con Lazzari, ma quando la trova il terzino diventa un’arma letale. Disegna un cioccolatino per Immobile che vale tre punti che dimostrano la sua onnipotenza calcistica anche nei momenti in cui fisicamente non ne ha.

Vecino (dal 82′): 6 entra per randellare, lottare e recuperare palloni. Lo fa ed anche con una certa pulizia.

Basic: sv Gioa cinque minuti in cui riesce a tirare in porta, ma poi è il sacrificato di Sarri a seguito dell’espulsione di Maximiano.

Felipe Anderson: 5 Spento e molto pesante sulle gambe. Non prova mai l’affondo e quando avrebbe l’opportunità si perde il pallone anche in maniera abbastanza banale. Non riesce a sfruttare le praterie che il movimento di Lazzari gli creano. Buona la fase difensiva dove si applica con attenzione senza commettere errori.

Cancellieri (dal 82′): 6,5 Il ragazzo si presenta con una voglia che gli fa arare il campo nei 10 minuti in cui riesce a pieno nel compito che gli chiede Sarri. Tiene palla anche con una certa padronanza a quando non ce l’ha va a pressare come un forsennato.

Immobile: 7,5 Va vicino al gol con una sgroppata delle sue appena iniziata la gara. Si batte anche in fase di non possesso palla soprattutto nel primo tempo per rallentare i giro palla degli avversari. Nella ripresa ha un pallone buono e lo trasforma con grande freddezza nonostante le energie profuse durante tutta la gara. Si va a prendere l’omaggio della sua gente che lo supporta a discapito di altri ben pensanti.

Zaccagni: 4,5 Ha il merito di procurarsi il primo giallo a Soumauro, ma commette un’ingenuità colossale commettendo un calcio di rigore banale su Sansone. Ha il merito di non abbattersi e di continuare a giocare sfiorando il gol ad inizio ripresa con un tiro a giro che sfiora il palo. Troppo poco per meritare la sufficenza nonostante il grande lavoro fatto in fase difensiva per tutta la gara.

Sarri: 7,5 Pronti e via ed è costretto a cercare una soluzione in una situazione pressoché disperata. La squadra però dimostra applicazione e maturità non comuni lo scorso anno. La vittoria ha un peso specifico enorme per come è stata ottenuta soprattutto alle giocate dei giocatori più forti, ma anche all’apporto di tutti quelli che sono stati impiegati. Azzecca anche i cambi nel finale mostrando come anche i nuovi arrivati siano entrati in sintonia con tutto il gruppo.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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