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Lazio – Genoa, le pagelle: Immobile e Milinkovic soliti baluardi, Hysaj e Kamenovic sciagure

LE PAGELLE DI LAZIO – GENOA

MAXIMIANO: 5,5 Subisce due gol nei primi venti minuti sui quali non può molto. Bene la gestione dei palloni con i piedi ed un buon intervento in uscita su un tiro cross di Coda. Nella ripresa subisce altri due gol dove forse solo sul terzo avrebbe potuto fare qualcosa in più.

ADAMONIS (dal 58′): 6,5 Buon intervento su Melegoni in presa bassa. Nel finale prima su Yeboah e poi su Vogliacco evita il quinto gol.

LAZZARI: 6 Sempre propositivo e guizzante sia nei ripiegamenti difensivi che quando può attaccare la profondità. Pajac usa in un paio di occasioni le maniere forti, ma sembra essere al momento uno dei più in palla.

MARUSIC (dal 46′): 6 Entra in campo con una difesa tutta da inventare ed è uno dei pochi che non riesce ad andare in confusione.

CASALE: 5 Nei due gol del Genoa pecca di poca aggressività. Permette a Coda di stoppare, fintare e portarsi il pallone sul destro senza accennare ad un intervento. Nella seconda rete concede troppo spazio ad Ekuban per il cross. Sembra ancora in fase di apprendistato soprattutto quando deve presidiare una zona di campo piuttosto che un uomo fisso.

MARIO GILA (dal 46′): 5 Entra nella bambola generale che coinvolge tutta la retroguardia biancoceleste nella ripresa. Manca il tempo in alcune chiusure e non è in posizione quando si tratta di stare sulle linee di passaggio.

ROMAGNOLI: 6 Gara ordinata senza grandi guizzi, ma senza sbavature di sorta. La squadra non sembra girare al meglio soprattutto le distanze tra i reparti sembrano essere troppo grandi quando viene superata la prima fase del pressing.

KAMENOVIC (dal 46′): 4 E’ diretto responsabile dei due gol del Grifone ad inizio ripresa. Lascia troppo spazio a Coda che può controllare e fare tre tocchi prima di battere a rete senza che lui riesca ad accorciare. Poco dopo con una scivolata improvvida commette il fallo di mano che costa il calcio di rigore.

HYSAJ: 4,5 Stagione nuova, Hysaj vecchio. Dopo 2 minuti perde un pallone in maniera banale in uscita lasciando la fascia scoperta ed aprendo la strada al gol di Coda. Anche il raddoppio nasce nella sua zona di competenza che lascia spesso sguarnita. Anche in fase offensiva è impalpabile e confusionario non riuscendo mai a duettare con Zaccagni.

RADU (dal 46′): 5,5 Gioca dalla parte di Kamenovic che lo manda in tilt per alcune letture difensive. Si lascia tagliare fuori da Coda che si divora il quinto gol solo davanti a Maximiano.

CATALDI: 5,5 La Lazio subisce quattro ripartenze in cui lui viene saltato troppo facilmente e tagliato fuori lasciando lo spazio per gli avversari. Anche in fase di palleggio è troppo compassato e scolastico senza mai provare qualcosa di più intraprendente.

MARCOS ANTONIO (dal 46′): 5 Di certo i compagni di reparto non gli danno una mano lasciandolo spesso troppo solo sulle ripartenze degli avversari. Subisce la fisictà del centrocampo del Genoa che non gli permette mai di giocare il pallone con semplicità.

MILINKOVIC: 6,5 Come nella passata stagione si assume le responsabilità di cucire il gioco offensivo soprattutto quando manca Luis Alberto. Fornisce un assist al bacio per Immobile e cerca di giocare sempre il pallone in maniera propositiva.

KIYINE (dal 46′): 5 Partito per la Germania sembra però essere sul mercato. S’impegna senza però trovare ritmo e giocate. Dalla sua parte nasce il terzo gol.

BERTINI (dal 71′): 6 Il più incisivo in attacco nel secondo tempo. Un bel inserimento dove manca il pallone per poco e un buon pallone fornito a Cancellieri che però batte a rete troppo centralmente.

BASIC: 5,5 Si applica con grande determinazione, ma combina molto poco sia con il pallone tra i piedi sia in fase di pressing. La catena di sinistra composta insieme a Hysaj e Zaccagni è inconcludente in attacco e farraginosa in difesa e lui è uno dei responsabili.

LUIS ALBERTO (dal 46′): 5,5 Tocca pochi palloni e non riesce a cucire gioco anche perchè il reparto offensivo è in pratica quello di una squadra primavera. calcia un paio di punizioni in maniera non ottimale non dimostrando miglioramenti dalla scorsa stagione.

FELIPE ANDERSON: 6 Va vicino al gol del pareggio con un bel destro su un pallone vagante che arpiona bene e scarica fuori di poco. Non sembra ancora pimpante perchè non riesce a gestire un paio di ripartenze in maniera ottimale, ma almeno sembra avere la testa per non lasciarsi travolgere dagli eventi.

LUKA ROMERO (dal 46′): 5,5 Tanto movimento ed impegno che però corrisponde a tanto fumo. gli manca un pò di coraggio nel provare qualche giocata soprattutto quando può puntare i difensori avversari.

IMMOBILE: 7 L’intesa telepatica con Milinkovic gli permette di segnare un gol bello e difficile. S’impegna molto, ma la squadra stenta a prendere ritmo ed è costretto a giocare la maggior parte dei palloni in situazioni non pericolose.

CANCELLIERI (dal 46′): 6 Suo l’unico tiro in porta della ripresa con una bella girata che però è troppo centrale. Sembra però ancora acerbo per avere un ruolo da vice Immobile in questa stagione.

ZACCAGNI: 5 Impalpabile ogni volta che ha la palla tra i piedi. Non riesce ad incidere e subisce l’aggressività degli avversari che sembrano più in palla a livello fisico.

RAUL MORO (dal 58′): 5,5 Ha voglia di mettersi in mostra, ma il contesto dei compagni è praticamente sperimentale. Lui ci prova, ma paga come lo scorso anno una mancanza di fisicità.

SARRI: 5,5 Prestazione abbastanza inquietante in cui solo lui può sapere la natura. Squadra ferma sulle gambe che sembra dover smaltire il peso del lavoro atletico. Non sono mancati però alcuni errori di posizionamento e di concetto che nel suo calcio non sono ammissibili.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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