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ESCLUSIVA – Riccardo Cucchi: “A Perugia mio ricordo più bello da radiocronista” e sulla Lazio di Sarri…

Durante la quarta edizione del Festival dello Sport di Veroli abbiamo intervistato in esclusiva Riccardo Cucchi. La storica voce di “Novantesimo minuto” non ha mai nascosto la sua fede biancoceleste. Dall’intervista integrale che abbiamo pubblicato ieri abbiamo preso gli estratti in cui Cucchi a cuore aperto ha raccontato la sua lazialità.

Che ricordi conserva della banda Maestrelli?

“Ero poco più che ventenne, ricordo benissimo quella splendida cavalcata culminata in uno scudetto storico, di cui si parla ancora oggi. Il demiurgo di quella squadra matta e fortissima fu senza dubbio Tommaso Maestrelli. Fu lui a convincere il titubante Chinaglia, un giorno a Villa Borghese, a sposare la causa biancoceleste. Nacque un’alchimia incredibile, Tommaso in panchina e Giorgio in campo a suon di reti, grazie alla sagacia tattica di Frustalupi, al talento smisurato del giovane D’Amico, all’imprevedibilità di Garlaschelli, consegnarono alla Roma biancoceleste il primo storico tricolore. Quella famosa e afosa domenica di maggio di 48 anni fa ero al mio posto, nel parterre della curva Nord, in uno stadio stupendamente imbandierato e ribollente di passione; dalla mia posizione si vedeva poco o nulla di quello che accadeva sul rettangolo verde, per fortuna mi venne in soccorso la radio che portai con me quel pomeriggio e seguii dalla voce di Ameri i palpitanti istanti del rigore di Chinaglia, calciato sotto la Sud; Lazio Campione d’Italia, furono le magiche parole pronunciate da Enrico al termine di quella sfida contro il Foggia e subito pensai: chissà se capiterà anche a me, un giorno, di pronunciare in radio quella fatidica frase”.

Successe 26 anni dopo…

” Sì, ero a Perugia a raccontare l’ultima di campionato tra la squadra bianconera e quella di Mazzone quando si abbatté sullo stadio umbro un violento temporale che costrinse l’arbitro Collina a sospendere l’incontro; ricordo benissimo quella giornata, la lunga e snervante attesa, io in postazione e mio figlio a Roma, proprio in curva Nord, ad assistere a Lazio – Reggina. Fu una giornata surreale, indimenticabile, paragonabile solo alla notte di Berlino. Senza dubbio i miei ricordi più belli da radiocronista”.

Torniamo all’attualità: le piace la nuova Lazio?

“Sono molto ottimista. Già lo scorso anno ho intravisto cose importanti, nonostante Sarri avesse preso una squadra non modellata sulla sua idea di calcio; quest’anno mi pare che la campagna acquisti abbia seguito molto l’onda del pensiero del tecnico toscano, sono giunti alla Lazio giocatori importanti che potrebbero aiutare l’allenatore biancoceleste a disegnare un modello Lazio unico: l’errore che non si deve commettere è pensare che si debba rivedere nella Lazio di Sarri il Napoli che fu di Sarri, quello fu qualcosa di irripetibile: ripeto, sono molto fiducioso in vista della prossima stagione”.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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