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EDITORIALE – Milinkovic e l’aquila sul petto: “Conta Er Core”

EDITORIALE – “Conta er Core” recitava uno striscione della Curva Nord di qualche anno fà. Quello che sta accadendo nel ritiro di Auronzo di Cadore testimonia come il legame tra la Lazio e Sergej Milinkovic Savic va oltre il campo. Il serbo si è tuffato subito nella preparazione per la nuova stagione senza lasciarsi influenzare dalle sirene che lo vorrebbero lontano da Roma. Il corteggiamento di alcuni top club europei non hanno minimamente scalfito il rapporto con l’ambiente biancoceleste. Nessun forzatura nei confronti della società per essere ceduto, nessun capriccio per ottenere un aumento d’ingaggio. Il “Sergente” sorride, firma autografi e scatta selfie con i tifosi. A chi gli chiede di non andare via risponde “Ci vediamo all’Olimpico”. Il miglior giocatore della Serie A che senza se e senza ma che, a discapito delle fanfare mediatiche che accompagnano altri pseudo-campioni, si sta mettendo a disposizione di quella che più che una squadra di calcio sembra essere una famiglia allargata. Il segreto e la forza della Lazio negli ultimi anni è stato sempre il gruppo squadra, perchè con risorse limitate e con una rosa che spesso aveva qualche lacuna, si è riuscito a cementare anche nei momenti di estrema difficoltà.

Milinkovic è l’esempio principale di questa coesione che dimostra come un giocatore che potrebbe ambire a palcoscenici di primo piano non si ponga nelle condizioni di essere ceduto per forza solo per una questione economica. Con questo non vogliamo dire che Milinkovic rimarrà certamente alla Lazio nella prossima stagione, ma di certo se ci sarà un divorzio sarà condiviso in cui sia il calciatore che la società avranno un tornaconto. Un gesto d’amore e di rispetto del Sergente nei confronti della società che lo ha fatto crescere e che lo ha fatto diventare prima uomo e poi calciatore. Un gesto di grande attaccamento ai tifosi della prima squadra della Capitale che lo ha eretto ad idolo. La Lazio ed i laziali sono la seconda famiglia di Milinkovic e sempre lo saranno anche in caso di addio.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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