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Lotito: “I laziali sono particolari, li ho abituati troppo bene. I romanisti invece…”

Torna a parlare Claudio Lotito in occasione della chiusura della campagna elettorale di Claudio Ubertino candidato a sindaco di Viterbo. Il numero uno della Lazio ha parlato del rapporto con tifosi che in questi anni ha vissuto di alti e bassi.

“Una volta mi trovavo a Ladispoli con Arturo Diaconale che non c’è più. Citofonai al primo abbonato e gli dissi che ero il presidente Lotito. Lui pensò fosse uno scherzo e chiuse il citofono. Alla terza volta gli ho detto: “scenda o si affacci così vedrà che sono davvero io”. Loro ovviamente rimasero colpiti, era una bella famiglia di laziali. Io concepisco il calcio come una grande famiglia e io sono il padre di quella dei laziali. Io non sono abituato a vendere sogni, bensì realtà. I tifosi hanno ragione dal punto di vista passionale a dire che la squadra sia un loro patrimonio, dal punto di vista della gestione non è così. Quando porti i fatti, la gente non torna sui propri passi, ma vuole sempre di più. Abbiamo vinto la Supercoppa con l’Inter di Mourinho che aveva vinto il Triplete. E il giorno dopo allo stadio non c’era nessuno. I laziali sono particolari, forse li ho abituati troppo bene. I romanisti invece sono contenti anche se va male. A inizio stagione partono per vincere il campionato, ma poi si accontentato di lottare per altre posizioni. Noi laziali invece siamo diversi. I tifosi hanno sempre sofferto. Hanno fatto le collette, sono stati depauperati, però erano coinvolti emotivamente. Ci sono state delle persone abituate a mungere la vacca che poi si sono trovate un presidente che ha detto ‘alt, non si puo’. Ma non per me, per la società”.​

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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