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As Roma 01/12/2019 - campionato di calcio serie A / Lazio-Udinese / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Ciro Immobile

Immobile: “Con Sarri il lavoro più duro è stato quello sulla difesa” sul campionato poi…

Ai microfoni di Sky Sport in collegamento dallo Sport Village in Sardegna ha parlato Ciro Immobile. Il capitano biancoceleste ha risposto alle domande di Gianluca Di Marzio che hanno riguardato sia la Lazio che la nazionale di Mancini oltre che le due esperienze passate.

Che rapporto hai con il calciomercato?

“Gli anni in cui sono uscito dalla Primavera della Juventus sono stati anni tormentati tra prestiti e comproprietà. Ho cambiato tante città prima di firmare il contratto con la Lazio a vita”.

Cosa pensi di Klopp?

“Ai tempi quando sono andato a firmare c’era lui in sede al Borussia Dortmund e mi ha raccontato il motivo per cui aveva scelto me. Avevano visto circa 60 partite mie e questo dimostra la professionalità di Klopp. Fa immensamente piacere questa cosa”.

Che ne pensi del ritorno di Zeman a Pescara?

“Bella storia. Mi fa piacere che il mister torni lì, dove ha fatto tanto per la squadra e la città. Bella storia”.

Qual è stato il lavoro più difficile di Sarri e quali sono gli obiettivi per la prossima stagione?

“Con Sarri il lavoro più duro è stato quello sulla difesa, il reparto che ha subito uno scombussolamento dal punto di vista tattico. Ha avuto un po’ di problemi all’inizio infatti lavoravano sempre di più. Questo è dovuto al fatto che tutta la squadra ha avuto dei problemi nella pressione che ricerca il mister, essendoci sempre palla scoperta la difesa andava in difficoltà. Abbiamo avuto un po’ di problemi con gli infortuni di Acerbi e Ramos, per fortuna Patric ha fatto un campionato all’altezza e ci ha dato una grossa mano. All’inizio ha fatto fatica anche Lazzari, poi si è ripreso. Alla fine dei conti come ha detto il mister peccato che il campionato è finito perché si era trovata la quadra a livello di equilibrio e ci si stava divertendo”.

Altre dieci partite e potevate vincere lo scudetto

“Si stavamo messi bene”.

Il nuovo corso azzurro ha un tipo di gioco più verticale, adatto alle tue caratteristiche…

“Ho sentito il mister prima delle convocazioni, ovviamente abbiamo parlato dell’infortunio e quindi non ci sarei potuto essere. Sono contento, il mister sta facendo un lavoro importante. Ho visto tutte e tre le partite e, a parte il secondo tempo con l’Argentina, la prima mezz’ora mi sono piaciuti, soprattutto con Germania e Ungheria si è espresso un calcio più in verticale e mi fa piacere ovviamente, posso sfruttare un po’ di più le mie caratteristiche, sono più che felice di dare il mio contributo anche in Nazionale, come ho sempre detto”. 

Qui c’è il campo del Forte Village dove partì il ritiro pre-Europeo…

“Come sempre non sono frasi fatte, ma la vittoria è partita da pochi metri da noi. L’Europeo rimarrà per sempre nella vita mia e di tutti, erano più di sessanta anni che non si vinceva l’Europeo e ci siamo riusciti”

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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