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Italia – Argentina, le pagelle: Mancini inadeguato, Chiellini il canto del cigno

LE PAGELLE:

Donnarumma: 6,5 Incolpevole sui gol evita la goleada dell’Argentina che nel secondo tempo arriva dalle sue parti con estrema facilità. Nega il gol Di Maria con un guizzo degno di nota e su Messi è attento in un paio di occasioni. Questo stadio aveva visto il suo punto più alto a livello professionale e potrebbe diventare un punto di ripartenza dopo una stagione difficile.

Di Lorenzo: 4,5 Colpevole sul gol del vantaggio dell’Argentina dove si lascia superare in maniera troppo facile da Messi. Cerca di dare sostanza al reparto difensivo, ma si vede che gli avverarsi gli vanno via come e quando vogliono. Raccapricciante quando ha la palla tra i piedi dove emergono delle carenze tecniche imbarazzanti.

Bonucci: 4 Cerca di guidare la linea difensiva ed inizialmente ci riesce anche bene. Buono un lancio su Bernardeschi che crea l’occasione più pericolosa dell’Italia nel primo tempo. Dopo il gol del vantaggio va in confusione totale. Rimedia un giallo che poteva diventare anche rosso per una gomitata su Messi. Si fa uccellare da Lautaro Martinez in occasione del raddoppio degli argentini. Nel secondo tempo complici i cambi cervellotici di Mancini rimane in mezzo ad una difesa che non esiste e che va un affanno su ogni pallone.

Chiellini: 4 Il suo canto del cigno non è di certo memorabile. La differenza di velocità in occasione del raddoppio di Di Maria induce anche Mancini a toglierlo dalla gara dopo un tempo in cui del Chiellini che conosciamo è rimasta solo la maglia.

Lazzari (dal 46′): 5 Torna in nazionale dopo molto tempo e lo fa nella gara più complessa che poteva capitargli. Mancini gli cambia due volte ruolo in un tempo, ma lui con gli avversari che sono molto corti e stretti gli spazi per le sue sgroppate non ci sono. Quando si passa con il modula a 3 difensori l’Italia sparisce dal campo e lui non la becca più.

Emerson: 4,5 Ci mette voglia e carattere date le sue origini brasiliane. E’ uno dei più positivi nel primo tempo dove si fa vedere per un paio di discese importanti che non trovano fortuna. Finisce però presto la verve agonistica e quando la squadra perde le distanze entra anche lui nel disastro generale, visto che soffre sia Messi che Di Maria che si scambiano spesso la posizione.

Bastoni (dal 77′): 6 Entra a partita finita dove il compito è non prenderne di più. Riesce nel compito anche grazie alla compiacenza degli avversari.

Jorginho: 3 Prestazione penosa per uno dei maggiori responsabili del tracollo di questa nazionale. Lento e compassato nell’impostare la manovra, senza Verratti fa emergere tutte i suoi limiti a livello di personalità. Viene irretito da De Paul che lo scherza in diverse occasioni e quando si fa soffiare un pallone da Messi tutti capiscono che ha bisogno di rigenerarsi perchè così diventa un peso e non un valore aggiunto.

Barella: 5,5 Uno dei pochi che sembra tenerci e che fa una discreta figura. Non è di certo il giocatore che avevamo ammirato all’Europeo, ma di certo interpretata la gara nella maniera giusta, andando a battagliare anche a livello fisico con gli argentini. Non è un caso che appena cala fisicamente e mentalmente la squadra crolla inesorabilmente.

Pessina: 4 Scelta che rimane misteriosa per un giocatore che in questa annata non ha brillato con la sua squadra di club. Tecnicamente incerto, fisicamente poco reattivo va totalmente in tilt con il centrocampo argentino che con Lo Celso lo scherza in ogni occasione.

Spinazzola (dal 62′): 6 Altro debito di riconoscenza di Mancini che lo fa tornare in nazionale visto quanto accaduto all’Europeo. Di certo non può essere al suo livello e fa quello che può, ma forse questa figuraccia gli andava evitata.

Bernardeschi: 3 Esempio lampante della presunzione di Roberto Mancini che gli consegna la maglia numero 10 di fronte al 10 dell’Argentina che sembra di un livello un tantino superiore. Il paragone è impietoso, ma qualcuno ci dovrebbe spiegare come mai un giocatore senza una squadra per la prossima stagione possa essere titolare in Nazione. Perde il pallone sul gol del vantaggio argentino per la troppa presunzione. Pensa di poter dribblare Tagliafico che gli toglie il pallone mentre a lui non rimane che protestare in maniera insensata.

Locatelli (dal 46′): 4,5 Dovrebbe dare fisicità e geometrie, ma viene scherzato dal centrocampo argentino che non gliela fa mai vedere. Giocatore limitato anche a livello di velocità che a questi livelli soffre se non messo nelle condizioni di giocare pochi palloni e con molto spazio. Poca cosa in fase interdittiva dove paga la mancanza di brillantezza.

Belotti: 4 Altro titolare senza squadra che rimane un mistero il suo impiego in campo. Tecnicamente è una sciagura e fisicamente è scarico come una batteria di una Panda con 500mila chilometri. anche di testa non la prende mai e quando cerca di far salire la squadra Romero lo scippa di diversi palloni senza che lui nemmeno se ne accorga.

Scamacca (dal 46′): 4 Se questo è il futuro della nazionale speriamo che qualcuno preservi la salute a Ciro Immobile. Inadeguato come il suo predecessore a livello tecnico sembra patire anche il peso della maglia della nazionale. Rimane imbalsamato al centro dell’attacco e non riesce mai a farsi trovare pronto in nessuna occasione. Paga anche una mancanza di cattiveria che lo dovrebbe portare a fare a sportellate con i difensori ed invece al primo calcetto si defila.

Raspadori: 5,5 Il più vispo in attacco dove però gioca in una posizione che non è la sua. Riesce a tirare in porta con una certa pericolosità ed è già un successo per questa nazionale. Forse dovrebbe partire da una posizione più centrale, ma rispetta le consegne sbagliate del tecnico che ne frenano la pericolosità. Piace a livello tecnico perchè sembra avere buone doti e margini di miglioramento.

Mancini: 2 I suoi debiti di riconoscenza ci fanno fare l’ennesima figura penosa a livello internazionale. Speriamo che con oggi siano finiti, ma la sua presunzione sta diventando stucchevole. La squadra non sarà tecnicamente il massimo, ma non si possono schierare giocatori sul viale del tramonto che non hanno nemmeno una squadra per il prossimo anno. Anche a livello tattico combina un disastro e quando cambia modulo ci fa rimpiangere Oronzo Canà. Al momento è del tutto inadeguato per la carica ma gode dell’immunità di Gravina che è più colpevole di lui.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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