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EDITORIALE – “I figli so piezz e core” per molti, ma non per Zaniolo

La Roma vince la Conference League grazie ad un gol di Nicolò Zaniolo. Festa grande per l’attaccante giallorosso che dal post partita in poi è sembrato giustamente tra i più felici. Anche questo pomeriggio tra le strade di Roma non ha perso occasione per catalizzare l’attenzione dei suoi tifosi e dei media con atteggiamenti discutibili. Un coro contro la Lazio, una risata compiacente per un coro contro un calciatore della Lazio che attualmente è fidanzato ad una ragazza che in precedenza aveva avuto un legame con lo stesso Zaniolo. Tutte cose censurabili dal punto di vista morale, che però passano in cavalleria mascherate dalla sana “goliardia romana” invocata dai soloni con gli straccali giallorossi.

Quello che però non si può nascondere e che si può giudicare senza tema di smentita è una clamorosa dimenticanza se così si può chiamare. Zaniolo, infatti, è padre del piccolo Tommaso avuto in una relazione avuta con Sara Scaperrotta. La relazione con la mamma di suo figlio è finita sotto la lente d’ingrandimento dei mass media nazionali per le dichiarazioni rese proprio dalla Scaperrotta subito dopo il termine della loro relazione. Panni sporchi che vanno lavati in famiglia e che non merita commenti visto che nessuno tranne i protagonisti sanno come sono andate le cose. Fatto sta però che Zaniolo nel post partita ai microfoni delle Tv nazionali ha rilasciato delle dichiarazioni che di felicità. Come sempre accade in questi casi è arrivata la domanda sulla dedica del gol che ha permesso di conquistare la vittoria. Ed è qui che siamo rimasti abbastanza basiti “Dedica? A mia madre, mio padre, mia sorella, a tutta la mia famiglia che mi è sempre stata vicina”. Nessuna parola nei confronti del piccolo Tommaso, ma solo occhi per la sua famiglia. “I figli so piezz e core” cantava Mario Merola, ma evidentemente per Zaniolo non è così. Il calciatore della Roma non ha la memoria per ricordare il suo Tommaso, quindi non ci meravigliamo che non abbia avuto rispetto per un figlio che sta per nascere a due persone che non fanno parte della sua “intoccabile ed infallibile” famiglia.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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