fbpx

Lazio, le pagelle della stagione – PORTIERI E DIFESA

REINA: 5 Il portiere spagnolo convince Sarri in ritiro a schierarlo titolare nel campionato. Le sue prestazioni, però, stentano a decollare e non sono di certo impeccabili. Nessun errore particolarmente grave, se non quello contro la Juventus, ma la sensazione è quella di un portiere che il meglio lo ha alle sue spalle. Compensa parzialmente queste incertezze con la prestazione nel derby d’andata dove gioca la sua migliore partita. Perde il posto da titolare sul finale del girone d’andata a testimonianza di un’annata non certo indimenticabile. Di sicuro è un uomo spogliatoio e può dire la sua per la crescita di un portiere giovane, ma al momento è troppo anche affidargli il ruolo di secondo portiere.

STRAKOSHA: 5,5 Parte da riserva in campionato con la possibilità di giocarsi le sue chances in Europa League. Il macroscopico errore di Istanbul avrebbe potuto affossarlo definitivamente ed, invece, trova dentro di se la forza di riscattarsi da dicembre in poi. Qualche buona prestazione contro Sampdoria e Torino dove è decisivo nel risultato, ma altri errori come contro l’Empoli, lo Spezia ed il Milan che portano l’asticella al di sotto della sufficenza. Lascerà lasciando un ottimo ricordo come professionista con l’unico neo di non essersi migliorato nei suoi limiti che rimangono il gioco con i piedi e le uscite alte.

HYSAJ: 5 L’inizio della sua avventura in biancoceleste lasciava ben sperare con le buone prestazioni contro l’Empoli e Spezia. Da lì in poi incappa in una serie di prestazioni da film horror. Finisce tra il banco degli imputati per gli errori a Bologna e nel derby dove è responsabile di due disattenzioni identiche da calcio piazzato. Sarri prova anche a spostarlo di fascia con timidi risultati positivi, ma da febbraio in poi viene scavalcato nelle gerarchie da Lazzari ed i suoi ritorni in campo sono caratterizzati da prestazioni mediocri come contro il Napoli che alla fine sono costati punti pesanti.

LAZZARI: 7,5 Il suo inizio di stagione era stato molto promettente con il gol all’esordio ad Empoli che aveva dato l’illusione che il suo adattamento alla difesa a quattro potesse essere più semplice e rapido del previsto. Ci sono però voluti sei mesi per affidargli le chiavi della fascia destra e da febbraio in poi è stato un valore aggiunto non da poco. Con Milinkovic e Felipe Anderson ha costruito l’asse portante della squadra nella fase offensiva. Le reti contro Salernitana e Sassuolo ed altri 3 assist hanno dimostrato la sua grande forza d’animo e la tenacia di mettersi al servizio di Sarri che gli ha costruito un ruolo adattandolo alle sue caratteristiche. Se pensiamo che a gennaio si parlava di cessione ci troviamo di fronte ad un grandissimo cambiamento di prestazioni che lo fanno diventare uno dei protagonisti di questa seconda fase di campionato.

MARUSIC: 7 Tra gli esterni difensivi di certo è stato il più continuo ed il più utilizzato anche per la sua duttilità tattica di essere impiegato a destra ed a sinistra indifferentemente. Le prime gare in panchina gli sono valse da stimolo e di certo Sarri avrà apprezzato la sua qualità di essere un equilibratore per la squadra. Se la Lazio a destra a creato tanto a sinistra lui è rimasto sempre più guardingo a presidiare la difesa. Nel finale di stagione è leggermente calato anche a causa di alcuni problemi fisici che lo hanno costretto ad allenarsi poco. L’erroraccio contro il Milan e la scena contro Acerbi doveva essere evitata e da li in poi qualche sbavatura è stata commessa.

LUIZ FELIPE: 6 Il passaggio alla difesa a 4 è una panacea per lui perchè sembra più a suo agio rispetto allo schieramento a 3 dove a volte si faceva trovare fuori posizione. Il suo girone d’andata è molto positivo tanto da essere molto positivo tanto da diventare nelle ultime gare dell’anno solare un vero e proprio baluardo difensivo capace anche di guidare la linea al posto di Acerbi. Con il nuovo anno le cose cambiano anche perchè la situazione del contratto sembra destabilizzarlo anche a livello mentale. Alti e bassi culminati nel disastro del derby dove perde il posto da titolare a favore di Patric. Due mesi nel dimenticatoio per giocare un tempo contro il Verona in cui dimostra come la scelta di Sarri di accantonarlo sia stata opportuna.

ACERBI: 6,5 Rapporto molto complicato con la difesa a quattro di Sarri che ha fatto emergere alcune lacune soprattutto soprattutto nelle chiusure a campo aperto. Si sforza a mettere in atto i dettami di Sarri che chiede di difendere salendo ed aggredendo gli avversari, ma a volte va fuori giri come a Napoli e a Sassuolo. Si riscatta nelle ultime gare dove segna 3 gol importati in un momento molto delicato. Il gesto contro il Genoa però crea una frattura che non si ricomporrà per tutto il girone di ritorno. La frittata con il Milan con la consequenziale risata non ha fatto altro che esacerbare gli animi, ma in quei frangenti molto delicati ha avuto la capacità e l’esperienza di farsi scivolare addosso la contestazione continuando ad offrire il suo contributo in campo da professionista. IN estate verranno fatte delle valutazioni, ma di certo in tutte queste difficoltà è riuscito ad tirare fuori una stagione più che positiva.

PATRIC: 7 I suoi limiti sono evidenti, però ha il merito di guadagnarsi la fiducia di Sarri che lo preferisce a Vavro come primo sostituto dei difensori centrali. Gioca da titolare nella vittoria contro l’Inter in cui disinnesca l’attacco più forte della serie A e si conquista il rigore che ribalta l’inerzia della gara. Alterna comunque alti e bassi come le gare sbagliati a Napoli ed in casa contro l’Empoli, ma ha la capacità di farsi trovare sempre pronto e di dare l’anima per la squadra. Un plauso gli va fatto perchè nonostante sia nella stessa situazione contrattuale di Luiz Felipe non si risparmia fino all’ultima giornata. Diventa titolare dopo il derby e non è un caso che da lì in poi la Lazio sale di giri e confeziona il sorpasso a Fiorentina, Roma ed Atalanta. Segna il suo primo gol in serie A contro la Sampdoria ed è decisivo a Torino contro la Juventus entrando in tutti e due i gol della rimonta. Si merita sul campo il rinnovo dimostrando più di altri attaccamento a questi colori.

RADU: 6 Poche le possibilità di mettersi in mostra perchè Sarri non lo ha ritenuto pronto a livello fisico per gran parte del girone d’andata. Il suo esordio a Verona è stato shock con una gara che ha messo in mostra le fragilità della squadra più che le sue plausibili lacune tattiche. Sul finire del girone d’andata si ritaglia un posto da titolare dimostrando di essere una buona alternativa. Nel girone di ritorno si limita ad alcune apparizioni in cui non sfigura e che potrebbero valergli un posto per il prossimo anno come chioccia per i nuovi arrivati.

KAMENOVIC: SV Arrivato a giugno viene tesserato a fine gennaio a dimostrazione di essere un calciatore poco gradito al tecnico. Esordisce in campo nel secondo tempo contro il Verona ed è impossibile giudicarlo. Quello che è certo è che Sarri non lo abbia preso minimante in considerazione.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

Augusto Sciscione ha 6519 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Augusto Sciscione