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Lazio, le pagelle della stagione – CENTROCAMPISTI

LEIVA: 6,5 L’arrivo di Sarri lo costringe come ha dichiarato lui ad imparare a 35 anni a giocare un calcio che non aveva mai fatto prima. L’inizio di stagione non è dei più confortanti con i gol presi da Leao e Joao Pedro nelle gare contro il Milan ed il Cagliari hanno fatto emergere con grande evidenze i suoi limiti fisici. E’ titolare nel derby d’andata e contro l’Inter che sono le più belle prestazioni del girone d’andata. Partita dopo partita gli viene preferito Cataldi, ma comunque lui viene sempre impiegato dando il suo contributo. Da febbraio torna in cabina di regia giocando una buona seconda fase di stagione che aveva indotto la società anche a pensare ad un prolungamento di contratto. Rimane una pedina fondamentale per il girone di ritorno in cui la squadra è stata molto più equilibrata anche grazie al suo lavoro di schermo davanti la difesa.

CATALDI: 7 Partito come riserva si è guadagnato per una parte di stagione il ruolo di titolare. Sarri ha il merito di rilanciarlo in un ruolo in cui Inzaghi lo aveva bocciato preferendogli negli anni Badelj ed Escalante. Il Sarrismo è più incline alle sue caratteristiche e questa stagione ci hanno fatto riacquistare un calciatore che lo scorso anno sembrava perso. Pecca di fisicità e nelle letture difensive, ma anche in quei frangenti di gioco è cresciuto con il passare della stagione. Con l’addio di Leiva avrà ancora maggiori responsabilità perchè sarà chiamato ad essere una punto di riferimento per coloro che arriveranno a ricoprire quel ruolo che potrebbero avere dei problemi di ambientamento.

MILINKOVIC: 9 Il “Sergente” in versione Sarri è di certo molto diverso da quello visto nella versione Inzaghi. Migliorato in maniera esponenziale nel gioco senza palla e nell’aggressione ai portatori di palla avversari è diventato giornata dopo giornata il fulcro della squadra. Lo score finale che lo vede aver realizzato 11 gol e 10 assist è solo una parziale testimonianza della sua strapotenza tecnica e fisica al cospetto di un campionato in cui sembra giocare uno sport diverso dagli altri. Salito anche a livello di personalità si è preso la squadra sulle spalle nei momenti più importanti della stagione ed il gol allo Stadium è solo la ciliegina sulla torta di una stagione da assoluto protagonista.

LUIS ALBERTO: 6,5 La sua stagione non è di certo partita con i migliori presupposti visto le frizioni con Sarri per la mancata risposta per tempo alla convocazione in ritiro. Questo fa il pari con il finale contro il Verona che dimostrano come il suo più grande limite sia il carattere perchè tecnicamente non può discutersi. Parte in panchina in alcune occasioni quando Sarri è ancora alla ricerca dell’equilibrio, ma anche da subentrante riesce ad essere decisivo in alcune circostanze come contro il Genoa a Venezia ed a La Spezia. Alla fine collezione una stagione positiva in termini di numeri con 5 gol e 10 assist in cui ha dimostrato di impegnarsi nell’interpretare anche la fase difensiva che Sarri gli richiede. Una pecca la possiamo trovare nei calci d’angolo e piazzati che spesso ha battuto senza grande attenzione.

BASIC: 5,5 Dopo un’iniziale periodo di adattamento al calcio italiano sembrava aver preso sempre più sicurezza nel centrocampo biancoceleste riuscendo a convincere Sarri che le sue doti sono fondamentali per trovare un giusto equilibrio in campo. Si perde però sul più bello ed il suo girone di ritorno è abbastanza deludente. Poche apparizioni sempre condizionate da una frenesia che a volte tracima nella paura di giocare il pallone. Il momento più basso lo ha nella gara contro il Napoli in cui entra nel pasticcio finale al 94′ minuto. Si riscatta nelle ultime due gare contro la Juventus ed il Verona che ci hanno riconsegnato un bel prospetto che però deve lavorare molto il prossimo anno.

AKPA AKPRO: 5,5 Come Inzaghi anche Sarri ha puntato su di lui nei momenti di difficoltà e di emergenza. Le sue prestazioni sono state tutte in linea con quello che già conoscevamo che con Sarri non hanno portato ad un miglioramento. Tanta corsa e dinamismo che ben si sposa con la fase difensiva richiesta da Sarri con cui però cozza nelle richieste offensive che vuole sempre il pallone giocato di prima e con grande qualità. Durante le vacanze natalizie prende il covid che oltre a fargli saltare la Coppa d’Africa lo debilita in maniera tale da tenerlo fuori dai campi per quasi due mesi. Si rivede solo contro il Verona negli ultimi 10 minuti che ci fanno piacere dal punto di vista personale, ma dal punto di vista tecnico è evidente come la Lazio sia sovradimensionata alle sua capacità.

ANDRE ANDERSON: sv Chiamato in causa in poche circostanze non è giudicabile. Saluta tutti ad aprile per andare in Brasile.

ESCALANTE: sv Anche lui è chiamato in causa in pochissime circostanze tanto da indurre la società a trovargli una sistemazione a gennaio.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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