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Lazio, Lotito: “Qualche rammarico per la stagione. Futuro? Spero di farmi sostituire da mio figlio”

A margine della conferenza stampa di presentazione del ritiro di Auronzo di Cadore ha parlato il presidente della Lazio Claudio Lotito. Il numero uno biancoceleste si è addentrato anche dentro i risultati della stagione per poi passare anche al futuro della società fino al rapporto con la stampa.

STAGIONE

“La stagione finisce domani, vediamo quale sarà il posizionamento definitivo. Abbiamo qualche rammarico, la squadra era attrezzata per poter fare molto bene, i cambiamenti portano assestamenti, che hanno portato momenti che non ci hanno fatto raggiungere risultati sperati, nell’economia generale abbiamo raggiunto un posizionamento tale che non ci fa rimpiangere eccessivamente le aspettative. Il futuro è legato a una logica completamente diversa, il cambio di area tecnico ha portato anche un cambiamento degli interpretati, cosa che verà ulteriormente fatta. Tenendo in piedi l’ossatura principale e i calciatori più rappresentativi per qualità e attaccamento alla maglia. Valutiamo l’aspetto tecnico e anche quello umano, di quello che può dare nello spogliatoio.

FUTURO

“Stiamo lavorando alacremente per migliorare gli obiettivi, speriamo di migliorarci il prossimo anno. Le aspettative sono tante, non dipende solo da cosa uno costruisce, ma anche da quello che poi si ottiene in campo. E molto dipende anche dall’aspetto ambientale”.

AMBIENTE E STAMPA

“Se la stampa continua a descriverci come una realtà subordinata ad altre realtà è completamente sbagliata. Le persone nuove qui si sono rese conto che la realtà è totalmente diversa. Una parte della responsabilità ce l’ha anche chi parla di Lazio. Senti la radio e alcuni programmi, ti rendi conto che è avvilente. Vale anche per il ritiro. Il fatto che la Lazio abbia raggiunto 15-16 anni di presenze sul territorio, vuol dire che siamo apprezzati. La comunicazione pure dovrebbe farlo, invece passa tutto in secondo ordine. Quello che gli altri raggiungono diventa un nostro demerito, un atteggiamento che non deve più esistere se volete collaborare con noi. Noi non siamo secondi a nessuno sotto nessun punto di vista, soprattutto nella voglia di raggiungere il massimo. Sono 19 anni che sono il presidente, altre società hanno avuto avvicendamenti. Quando sono arrivato non c’era nulla, c’erano le panche di legno, oggi vedete cosa c’è. Significa che abbiamo lavorato con dedizioni e sforzi, sacrificando la propria vita personale, impegnando risorse. Tutto però passa in secondo piano. Qui siamo in un Paese in cui si valutano solo i proclami, poi se non si trasformano in realtà nessuno lo ricorda. Non abbiamo atteggiamenti roboanti, parliamo coi fatti, che però vengono tradotti in malomodo. C’è un atteggiamento volto alla demolizione, nei nostri confronti non c’è una valutazione obiettiva. Sono talmente disgustato di chi rappresenta la comunicazione che rappresenta cose difformi alla realtà, si creano condizioni di criticità. Purtroppo per voi sarò qui finché mi assisterà la salute, poi spero di farmi sostituire da mio figlio. Se avete interesse rappresentate la realtà, facciamo tante iniziative che sono passate sotto silenzio. Che qualcuno dimentica. Solo chiacchiere. Parliamo di fatti, noi siamo qui da 15 anni con un’amministrazione, non ci sono state mai contrapposizioni. Il nostro atteggiamento è di creare, qui invece si cerca di distruggere. Qualcuno rimane colpito se le cose non vanno bene. C’è sempre la critica. Il giudizio deve essere obiettivo, non di parte e per interessi personali. Chi critica prima aveva la mano tesa per avere una collaborazione con la Lazio, l’80% delle persone è così. Facciamo le cose nell’interesse di tutti, se sbagliamo ci possono essere considerazioni negative, possono essere uno stimolo. Ma non è possibile che tutto vada male. Alcune figure professionali a Formello le ho trovate, le cose sono cambiate, nessuno lo riconosce questo. Oggi è il centro sportivo più grande d’Italia e più organizzato, ma nessuno lo dice. Va riconosciuto il lavoro fatto dalle persone. Perché non viene fatto?Nella vita ci sono spettatori, comparse e protagonisti, la Lazio è protagonista e voglio che emerga la verità”. 

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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