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Gianluca Lengua chiarisce l’aggressione: “Episodio inspiegabile, Pellegrini ha giustificato l’accaduto”

E’ balzata alle cronache di tutta Italia l’aggressione subita dal giornalista de “Il Messaggero” Gianluca Lengua in pieno centro mentre cercava di seguire una cena di squadra dei calciatori della Roma. Secondo le prime ricostruzioni, fino al momento non smentite dalla società, alcuni fotografi si sono appostati all’interno di un appartamento privato che dava sullo spiazzale del locale dove si svolgeva la cena per fare qualche foto. In quel momento fuori dal locale si trovava il giornalista del Messaggero che è stato aggredito da una guardia del corpo che solitamente segue la squadra giallorossa che ha preso per il collo della camicia Lengua. Solo il pronto intervento delle forze dell’ordine ha impedito che la situazione degenerasse. Ai microfoni di Radio Radio Mattino & Sport Lengua ha ripercorso quei momenti.

Ieri sera c’è stata la cena di squadra della Roma dove erano presenti solo i calciatori con un servizio d’ordine che controllava la situazione. Questo servizio d’ordine era formato da persone più o meno zelanti che prendono molto sul serio il proprio lavoro. C’è stata questa aggressione violenta a me e ad un altro collega davanti agli occhi delle forze dell’ordine, basite anche loro da quello che è successo. Poi chiaramente hanno preso i documenti e hanno fatto il verbale. Chi fa il servizio d’ordine per la squadra giallorossa dovrebbe un attimino cercare di misurarsi perché non stiamo parlando di guerre o altro. Parliamo di calcio e i giornalisti hanno fatto semplicemente delle foto per raccontare tra l’altro un bell’evento. Quelle persone della sicurezza sono sempre al servizio della squadra e di Mourinho. Ai miei occhi l’episodio è stato inspiegabile. Poi è uscito anche Pellegrini che mi ha parlato ed ha giustificato l’accaduto ed è finita là“.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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