fbpx

Juventus – Lazio, le pagelle: Milinkovic fenomeno, finalmente Basic

LE PAGELLE:

Strakosha: 5,5 Subisce due tiri e due gol che dicono molto sulla sua stagione vissuta senza picchi in alto. Non ha grandissime colpe sui gol anche se su quello di Vlahovic avrebbe potuto abbozzare un’uscita che non è proprio nel suo repertorio. Nella ripresa a parte un tiro fuori lo specchio di Kean non deve nemmeno preoccuparsi di fare i rinvii con i piedi perchè la Juventus non esce mai dalla propria metà campo.

Lazzari: 6,5 é una spina nel fianco della difesa juventina che soffre le sue sovrapposizioni. La telepatia che ha con Milinkovic è straordinaria ed ad ogni suo affondo corrisponde un lancio che taglia a fette la difesa bianconera. Allegri è costretto ad alzare gli argini mettendo Luca Pellegrini ed Alex Sandro dalla sua parte per contenerlo. Se dobbiamo trovargli un difetto è quello di non riuscire a rifinire con qualità tutte le opportunità che si crea.

Radu (dal 83′): 6,5 Pochi minuti finali in cui contribuisce a cingere d’assedio l’area biancoceleste.

Patric: 7 Commette un’indecisione sul gol di Morata concedendogli di rientrare sul piede forte anche se lo spagnolo pesca il gol della domenica trovando l’angolino alto. Da li in poi non si disunisce e dirige al meglio il reparto difensivo fermando sul nascere tutti i tentativi di ripartenza dei bianconeri. Segna il suo secondo gol consecutivo che riaccende gli animi bellicosi della Lazio che si getta a capofitto alla ricerca del pareggio. Partecipa all’azione del pareggio conducendo il contropiede vincente con la stessa padronanza di un trequartista.

Acerbi: 6,5 Partita solida e di sostanza al cospetto di una squadra con un potenziale offensivo molto importante. Ci mette una ventina di minuti per prendere le misure a Vlahovic e Dybala che si scambiano spesso la posizione. Bravo col passare dei minuti ad alzare il baricentro della linea difensiva che gli permette di mandare in fuorigioco spesso gli attaccanti avversari.

Marusic: 5,5 Si addormenta sul gol del vantaggio della Juventus lasciando Vlahovic indisturbato di colpire a rete di testa da pochi metri. Soffre anche l’intraprendenza di Bernardeschi che quando lo punta lo costringe sempre a rinculare. Sembra un corpo estraneo nelle sortite offensive in cui non riesce mai ad avere i tempi d’inserimento di Lazzari.

Cataldi: 7 E’ l’uomo in più in mezzo al campo dove riesce a dirigere la manovra con grande personalità. Va vicino alla rete dopo 5 minuti quando la traversa gli nega la gioia del gol. Nel momento di difficoltà non si nasconde mai e si assume la responsabilità di far cominciare l’azione in maniera rapida e produttiva. Batte l’angolo da cui nasce il gol di Patric e si dimostra sempre pericoloso quando ha lo spazio per battere a rete.

Leiva (dal 75′): 6 Entra nel momento dell’assedio finale e cerca di mettere la sua esperienza al servizio della squadra. Riesce a spezzare i tentativi di ripartenza della Juventus nel nascere eseguendo le richieste del tecnico.

Milinkovic: 9 Un fenomeno che si prende la Lazio sulle spalle nel momento più importante della stagione. Trova Lazzari in più circostanze con dei passaggi degni di Magic Johnson che fanno impallidire tutti gli altri calciatori in campo che nemmeno capiscono come riesce solo a pensare certe geometrie. Sul finire di gara prova con tutto se stesso ad arrivare al pareggio chiedendo il pallone in area di rigore ed all’ultimo momento segna un gol non banale da posizione defila con l’ultimo briciolo di energia.

Luis Alberto: 6 Avrebbe la possibilità di fare la differenza al limite dell’area di rigore bianconera, ma sembra troppo timido ed ingabbiato nelle richiesta tattiche di Sarri. Non sbaglia mai un pallone se non sui calci piazzati su cui potrebbe fare meglio, ma gli manca il guizzo e la personalità di caricarsi la squadra sulle spalle.

Basic (dal 75′): 6,5 Finalmente riesce ad entrare in campo con la giusta determinazione. Gioca in maniera tambureggiante come l’ultima percussione da dove riesce a trovarsi lo spazio per battere a rete in maniera violenta tanto da mettere in serie difficoltà Perin che non la riesce a mettere fuori dal terreno di gioco.

Felipe Anderson: 6,5 Sembra ispirato anche se il suo lavoro spesso serve a liberare lo spazio per Lazzari. Non riesce ad arrivare in tempo all’appuntamento con il gol nel primo tempo quando sulla linea viene anticipato in maniera fortunosa da Perin. Ci prova anche dalla distanza senza grande precisione. Quando entra Pedro gioca da centravanti senza sfigurare anche se riesce a battere a rete solo a gioco fermo.

Cabral: 6 Ci prova anche se è una gara che diventa ingiocabile per un calciatore rimasto ai margini della rosa per 3 mesi. Fa quello che può dimostrando anche tanta voglia di mettersi in luce ma sembra un vero corpo estraneo alla squadra.

Pedro (dal 51′): 6,5 Il suo ritorno in campo è adrenalina pura che innesca un forcing finale durato un tempo intero. Va vicino al gol con un bel sinistro dalla distanza e riesce sempre ad eludere i tentativi di pressing della Juventus.

Zaccagni: 7 Mette in seria difficoltà Cuadrado che non lo vede mai. La sua esplosività mette in difficoltà il colombiano che viene ammonito quando non riesce più a contenere le sue scorribande. Prova a bucare Perin dalla distanza ma manca della giusta cattiveria sotto rete. Rincorre con le ultime briciole di energia Cuadrado al 95′ dando il via all’azione del gol del pareggio.

Sarri: 8 Questa posizione di classifica è un vero e proprio miracolo perchè le forze messe a disposizione della società non sono paragonabili ad alcune squadre che ad oggi sono indietro. Ha costruito un’anima di squadra prima che un gioco. Il gruppo è saldo e remano tutti dalla stessa direzione e questo si vede nei momenti di difficolta ed in quelli di gioia dove tutti contribuiscono ad alzare il livello adrenalinico della prestazione.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

Augusto Sciscione ha 5245 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Augusto Sciscione